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SI PUO’ MANGIARE BENE SENZA SPENDERE UN PATRIMONIO, “RISCOPRENDO I PRODOTTI DEL MADE IN ITALY E LE RICETTE DELLA TRADIZIONE, PER UN CAPODANNO ALL’INSEGNA DEL GUSTO E DEL PIACERE”. A WINENEWS, IL MENU E LE RIFLESSIONI DI GIANFRANCO VISSANI

Non Solo Vino

Nonostante la crisi, c’è ancora voglia di concedersi un’esperienza gustativa al ristorante, specie in un’occasione speciale come quella del cenone di San Silvestro, ma “con un occhio al prezzo - spiega a WineNews Gianfranco Vissani - perché, nonostante il periodo natalizio, non c’è più spazio per menu troppo cari, considerando che si può mangiare bene anche spendendo qualcosa in meno e puntando sui prodotti del territorio”. Bontà uniche che, ormai, si fa sempre più fatica a trovare nei supermercati e nelle botteghe dello Stivale: “persino nei mercati rionali si fa fatica a capire da dove arrivi realmente un prodotto, se provenga o meno da agricoltura biologica, o se sia un organismo geneticamente modificato. Sarebbe importante invece riscoprire quegli alimenti che hanno fatto la storia della nostra gastronomia e che sono alla base della qualità della nostra vita”. E invece, dall’assenza, sui banchi del mercato, delle peculiarità alimentari di una tradizione che sta pian piano scomparendo, si arriva alla scomparsa di piatti storici dalle nostre tavole, “come l’anguilla o il capitone, che quasi non si cucinano più, o il baccalà, diventato ormai troppo costoso, visto che è meno conveniente di branzino e scampi. Per non parlare delle alici salate, che vengono quasi sempre dalla Spagna, o delle lenticchie, che non sono più quelle di Castelluccio o di Ustica, arrivano dalla Grecia. Come si fa allora a fare una zuppa di lenticchie, che da tradizione porta anche fortuna se non ci sono più i prodotti da cui partire?”. Così, al posto del pesce povero, ma gustoso, tipico della nostra cucina, sulle tavole d’Italia spopolano ormai salmone ed aragoste, prodotti “ricchi”, ma che hanno poco a che vedere con i piatti di una volta.

Per riscoprire quei sapori, Gianfranco Vissani propone i suoi piatti per il cenone di San Silvestro, all’insegna sì della tradizione, ma con un tocco di innovazione per rendere sempre attuali i miti della cucina di ieri: “inizierei con una bella insalata di carciofi, servita accanto al capitone grigliato guarnito con una salsa di balsamico, quindi potremmo fare dei cappelletti con in brodo di manzo al profumo di cocco, e per secondo della trota Fario, sfilettata e arricchita con il tartufo nero, tipico della nostra terra. Non può mancare lo zampone con le lenticchie, tipico della tradizione, da sostituire, a seconda dei gusti con cotechino e polenta e, per finire, restiamo sul classico puntando alla semplicità, con il pandoro ed il panettone”.

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