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Dopo tanta attesa Eataly raddoppia a New York (unica con Dubai ad averne due) con il nuovo megastore a Ground Zero. Bastianich: “luogo sacro per i newyorkesi”. Farinetti: “investiti 35 milioni di dollari” e, a WineNews dalla Grande Mela, “ecco com’è”

Non Solo Vino
Oscar Farinetti con i suoi Eataly raddoppia a New York con il nuovo store a Ground Zero


Nell’universo Eataliano ora c’è anche uno store dedicato alla pace, e tradotto in un cibo simbolo che la rappresenta: il pane, che accoglie avventori e curiosi all’ingresso su un tavolo disegnato da Renzo Piano e realizzato da Riva 1920, nelle varianti più diffuse dei Paesi del mondo. Ed è un nuovo grande Eataly, in uno dei luoghi più famosi e significativi al mondo. Dopo il successo del Ny Flatiron, sulla Fifth Avenue, ha inaugurato ieri a New York il “Downtown”, il secondo Eataly della Grande Mela (unica città al mondo fuori dall’Italia, insieme a Dubai, ad averne due; l’apertura al pubblico l’11 agosto; www.eataly.com), al World Trade Center di Manhattan, al terzo piano della Torre 4, nel cuore di Ground Zero, con vista mozzafiato sulla Freedom Tower e sul Memorial dell’11 settembre. “Un luogo sacro per i newyorkesi, e ne siamo onorati”, ha detto Joe Bastianich all’inaugurazione del megastore. Aspettando il progetto “della vita”, come lo ha definito più volte Farinetti, quello di Fico Eataly World, la “Disneyworld del cibo” che sta sorgendo a Bologna con la previsione di aprire a giugno 2017 (ma nel futuro c’è, soprattutto, Piazza Affari, ndr), nel nuovo Eataly “abbiamo investito tra i 30 e i 38 milioni di dollari, ci sono costi ancora da definire, saremo attorno ai 35 milioni, e dato lavoro a 650 persone - racconta il patron Oscar Farinetti a WineNews da New York - 800 lavorano nel primo Eataly, con un fatturato di oltre 80 milioni di dollari, ma quest’anno possiamo arrivare anche a 90. Al secondo Eataly abbiamo dato un target di 65 milioni di dollari, ma speriamo di fare di più”. Del resto, proprio gli Usa, con i due store a New York ed uno a Chicago, e le prossime aperture in vista a Boston (ad ottobre), Los Angeles (marzo 2017) e Las Vegas (dicembre 2017), iniziano ad aver il loro peso. “La strategia è quella di investire moltissimo sul mercato americano, che per noi è come se fosse un altro mercato domestico”.

Un’avventura “nata qualche anno fa, quando ci hanno offerto questa posizione mentre stavano costruendo le Torri del World Trade Center: ci è sembrata da subito una cosa intelligente - aggiunge Farinetti, che ha lasciato la guida del Gruppo ad Andrea Guerra e ai figli Francesco e Nicola, ceo di Eataly Usa - primo per la potenza del luogo e per una sua interpretazione poetica, secondo perché il Porto, l’azienda pubblico-privata che lo ha costruito, ci ha offerto la posizione “ancora”, la principale, 5.000 mq terzo, perché a New York lavoriamo tanto e bene da anni e il secondo ci stava, dove sta sorgendo la location più suggestiva della Grande Mela, con la stazione metropolitana disegnata da Calatrava dove passano milioni di persone al giorno. E così abbiamo accettato la sfida. La formula è quella classica, con ristorazione, didattica e mercato, ma la novità è la dedica al pane, il piatto più conviviale e pacifista del mondo. Preparato ogni giorno, sarà l’unico prodotto internazionale, lavorando sul concetto del cibo come medium per conoscere i popoli”.
“Pensavamo che Eataly sulla Fifth Avenue rimanesse l’unico store, poi è arrivata l’opportunità di una nuova location. Aprire qui non vuol dire solo avere un altro negozio, ma portare una parte dell’Italia in un posto sacro e importante nella realtà newyorkese” ha detto Joe Bastianich al taglio del nastro nel cuore del Financial District newyorkese, con Mario Batali, entrambi soci di Farinetti, (Eataly Downtown è il frutto della continua collaborazione tra Eataly Italia, Batali, Joe e Lidia Bastianich e i fratelli Adam e Alex Saper), l’Ambasciatore italiano a New York Armando Varricchio, il Console Generale d’Italia Francesco Genuardi e i media di tutto il mondo. L’11 agosto, all’apertura al pubblico, ci saranno il sindaco di New York Bill de Blasio, il Governatore dello Stato di New York Andrew Mark Cuomo e l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg. Infine, il 20 settembre, quando ci sarà l’Assemblea Onu, è atteso il Premier Matteo Renzi.
Soffitti con travi in legno rustico, pareti ricoperte di piante e grandi vetrate circondano il mercato di Eataly Downtown, con oltre 10.000 prodotti a scaffale, dal mercato dell’ortofrutta alla pescheria, dalla macelleria al banco Salumi e Formaggi. Ma ci sono anche il Mozzarella bar che ogni giorno produce a mano mozzarella fresca, la gastronomia, il banco della pasta fresca e anche il settore casalinghi. Cuore pulsante del negozio è naturalmente la Panetteria. Poi i ristoranti tematici e informali (Pasta, Pizza e Pesce), il chiosco della piadina romagnola dei fratelli Maioli, il bancone delle insalate e la rosticceria, la caffetteria Lavazza, la cioccolateria Venchi, la pasticceria della chef pasticcera Katia Delogu, un Juice Bar e la caffetteria L’Espresso/Il Vino. Infine, il ristorante vegetariano Orto e Mare e l’Osteria della Pace gourmet con lo chef Riccardo Orfino (dai fornelli de Il Luogo di Aimo e Nadia). Senza dimenticare la “Foodiversità”, “tra le principali novità - sottolinea Farinetti - una scuola aperta al pubblico, gratuita, con “teacher” che insegnano come fare la pasta o la pizza anche a casa, secondo le tecniche originali della cucina italiana”.

“Nel frattempo stiamo andando avanti in Europa, dopo il successo di Eataly a Monaco di Baviera, il primo in un Paese europeo dopo l’Italia - conclude Farinetti - apriremo tra novembre e dicembre a Copenaghen. E anche in Italia non ci fermiamo, apriremo a Trieste sempre a novembre-dicembre, con un Eataly dedicato ai venti, praticamente “dentro” al mare, nell’ex magazzino dei vini. Infine, sul fronte del franchising ci aspetta la nuova grande apertura di Mosca, speriamo entro la fine di quest’anno, ed un altro a Doha, sempre entro la fine dell’anno”.

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