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LA CURIOSITÀ

La miglior colomba d’Italia? È quella “classica” del pastry chef calabrese Luigi Barbagallo

Parola della Fipgc. La più “innovativa” al caffè e cioccolato al limone la prepara il pasticcere Roberto Moreschi, in Valtellina

Tra un dolce di Carnevale e l’altro, di cui fare incetta tra Giovedì e Martedì Grasso, pensando alla tavola della prossima festività, è già Pasqua. Almeno per la Federazione internazionale di pasticceria, gelateria e cioccolateria (Fipgc) che, in questi giorni, ha eletto la “Miglior Colomba d’Italia” nel Campionato nazionale dedicato ad uno dei grandi lievitati della tradizione italiana, che ha visto sfidarsi 100 maestri pasticceri provenienti da tutte le regioni d’Italia, a “Tirreno CT”, evento di riferimento per il settore dell’ospitalità in Italia, che si chiude, oggi, a Carrara Fiere. Il responso sul dolce pasquale per eccellenza? La più buona e bella del Belpaese è quella “classica” di Luigi Barbagallo, pastry chef di San Mango D’aquino, in Calabria. Per chi, invece, vuole sperimentare andando oltre la tradizione, la più “innovativa” è la colomba al caffè e cioccolato al limone di Roberto Moreschi, maestro pasticciere di Chiavenna, in Valtellina.
Tra le colombe “classiche”, la medaglia d’argento va al maestro pasticciere Raffaele Romano, di Solofra, ed il terzo posto a Nicola Zanella, pasticcere di Pederobba. Il secondo posto del podio delle colombre “innovative” è stato conquistato, invece, dal giovane pasticciere di Palestrina Mattia Buffolo, con una versione allo zafferano arricchita da uva cilentana macerata nel Moscato d’Asti e cioccolato bianco. Medaglia di bronzo, infine, alla colomba di Giuseppe Salzillo, pasticciere di Montecatini Terme che ha realizzato la “Sangria Rivisitata”, con impasto rosso e frutti macerati nell’aroma alcolico Alchermes.

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