02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
BILANCI

Illegalità, è costata 41 miliardi di euro nel 2025 alle imprese di commercio e pubblici esercizi

A rischio 284.000 posti di lavoro regolari. L’indagine Confcommercio per la Giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, edizione n. 13
CONFCOMMERCIO, GIORNATA NAZIONALE DELLA LEGALITÀ, LEGALITÀ, PUBBLICI ESERCIZI, Non Solo Vino
In crescita abusivismo, contraffazione e taccheggi nel 2025 in Italia

Nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi circa 41 miliardi di euro: in crescita abusivismo, contraffazione e taccheggi, che mettono a a rischio 284.000 posti di lavoro regolari. Tra le principali voci di costo figurano l’abusivismo commerciale, che pesa per 10,5 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione con 8,5 miliardi, la contraffazione con 5 miliardi e il taccheggio con 5,4 miliardi. A queste perdite si aggiungono anche i costi legati alla criminalità organizzata e alla cyber criminalità. È quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio Studi di Confcommercio, in occasione della Giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, edizione n. 13. Per il presidente Confcommercio Carlo Sangalli “sicurezza e legalità sono la base della libertà d’impresa”, come ribadito anche dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, secondo cui “legalità e sicurezza sono condizioni indispensabili per un tessuto produttivo sano”.
Secondo l’indagine, il 29% delle imprese del terziario ritiene che la sicurezza sia peggiorata. I fenomeni criminali percepiti come più in crescita sono i furti, seguiti da vandalismi, aggressioni e rapine. Inoltre, 3 imprenditori su 10 temono che la propria attività possa essere colpita da episodi criminali. Preoccupa anche il fenomeno delle baby gang, segnalato dal 22,8% delle imprese intervistate. Un’attività su tre teme invece gli effetti della cosiddetta “mala movida”, soprattutto per il degrado urbano, i danneggiamenti e l’aumento della microcriminalità. L’abusivismo e la contraffazione penalizzano quasi 7 imprese su 10. Le conseguenze principali riguardano la concorrenza sleale, la riduzione dei ricavi e la perdita di competitività. Questi fenomeni rappresentano una delle principali criticità per il settore del commercio e dei pubblici esercizi. Il taccheggio continua a essere uno dei fenomeni più diffusi: oltre 6 imprese del commercio su 10 dichiarano di subirlo e quasi 1 su 5 ne è vittima più volte a settimana o addirittura ogni giorno. I prodotti maggiormente rubati sono cosmetici, abbigliamento, accessori moda, piccola elettronica e alimentari confezionati. Per contrastare questi fenomeni, quasi 9 imprese su 10 hanno investito in sistemi di sicurezza, soprattutto in videosorveglianza e allarmi antifurto.
L’indagine sottolinea inoltre il forte legame tra commercio e sicurezza urbana. Secondo la maggioranza degli imprenditori, una città con negozi aperti è percepita come più sicura; al contrario, la chiusura delle attività commerciali favorisce il degrado urbano, il vandalismo e la diffusione della microcriminalità.
“La sicurezza è la precondizione necessaria di ogni libertà - ha ricordato Carlo Sangalli, presidente Confcommercio nel corso del convegno per la giornata nazionale della legalità - legalità e sicurezza permettono di fare impresa, lavorare, vivere le città, competere correttamente e generare fiducia”. Sangalli ha ribadito l’impegno di Confcommercio nel rappresentare imprese che scelgono ogni giorno il mercato regolare, la concorrenza leale e la collaborazione con le istituzioni e con le Forze dell’Ordine, rifiutando abusivismo, illegalità e scorciatoie, e sottolineato il ruolo dei contratti collettivi applicati dalle imprese associate, definendoli un ecosistema di tutele, diritti, sicurezza e responsabilità sociale. “Dentro ai nostri contratti ci sono lavoro regolare, formazione, welfare, protezione delle persone, qualità delle relazioni di lavoro e coesione sociale. Anche questo significa legalità. Anche questo significa sicurezza - ha detto Sangalli, che ha evidenziato il valore sociale delle attività commerciali di prossimità - un negozio aperto non è soltanto un luogo di vendita. È luce accesa, presenza, relazione, controllo spontaneo del territorio, sicurezza percepita e reale. Ogni saracinesca che si abbassa non è soltanto un’impresa che chiude, è un punto di vita della città che si spegne ed è un pezzo di comunità che si indebolisce”.
Anche il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come sicurezza e legalità rappresentino “condizioni indispensabili per un tessuto produttivo sano”, evidenziando il legame diretto tra tutela delle attività economiche, crescita e coesione sociale. Il Ministro ha poi richiamato l’attenzione sul tema della percezione della sicurezza, definendolo un elemento fondamentale: “resta un deficit di fiducia che le istituzioni devono colmare”, ha osservato, spiegando che il senso di insicurezza può incidere profondamente sulla vita delle comunità e sulle attività economiche, anche al di là dei dati oggettivi sulla criminalità.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli