Il vino in particolare, e l’agroalimentare in generale, sono eccellenze italiane riconosciute nel mondo. Che sono tali grazie al lavoro di imprenditori altrettanto eccellenti, capaci di valorizzare territori, prodotti e materie prime, e di tutelare tradizioni proiettandole nel futuro. Non stupisce quindi se, come accade da anni, ci siano nomi del mondo del vino e del food made in Italy tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con decreto del 27 maggio 2026, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. A rappresentare il vino italiano, in questa tornata, è Marina Cvetic, nata a Belgrado e di origini serbo-croate, che oggi guida insieme alle figlie Miriam e Chiara Masciarelli, la storica cantina abruzzese Masciarelli, fondata nel 1981 dal marito Gianni Masciarelli, figura visionaria del vino italiano contemporaneo e tra i produttori che hanno reso celebre nel mondo l’Abruzzo del vino, lavorando per la valorizzazione dei vitigni autoctoni abruzzesi e oggi tra i principali produttori di Montepulciano d’Abruzzo. Con Marina Cvetic che, già direttore commerciale, guida l’azienda dal 2008, per una realtà che oggi è presente in 50 Paesi del mondo, con un export che vale il 55% del giro d’affari, e dai 2,5 ettari di vigneti da cui è nata, oggi ne conta 320 tra Chieti, Teramo, Pescara e L’Aquila, per una produzione di 2 milioni di bottiglie annue.
“Ricevere questa onorificenza rappresenta per me un grande onore e una profonda emozione - ha dichiarato Marina Cvetic - e questa notizia arriva in un anno particolarmente significativo, in cui celebriamo i 35 anni della linea Marina Cvetic. È un riconoscimento che desidero condividere con la mia famiglia, con tutte le persone che lavorano ogni giorno al nostro fianco e con il territorio abruzzese, che continua a ispirare il nostro impegno. Questo titolo appartiene anche alla visione di Gianni Masciarelli, che ha creduto fin dall’inizio nelle straordinarie potenzialità del vino d’Abruzzo nel mondo”, spiega Cvetic, che è anche stata pioniera nello sviluppo dell’enoturismo in Abruzzo grazie al recupero e alla valorizzazione di Castello di Semivicoli, oggi luogo simbolo dell’ospitalità e della cultura del vino del territorio.
Ma come, detto, sono tanti in nomi del food & beverage italiano nominati tra i Cavalieri del Lavoro 2026. Come Giacomo Ponti, alla guida della Ponti 1787, tra le aziende italiane leader nel settore degli aceti e dei condimenti, nonché presidente Federvini. Carica precedentemente ricoperta da un altro nome fresco di nomina a Cavaliere, come Micaela Pallini, che guida la storica azienda di famiglia attiva dal 1975 nella produzione di distillati e liquori. Ancora, dal settore dell’alta ristorazione, ecco Gioconda Gritti, fondatrice e presidente del ristorante “Da Vittorio”, fondato nel 1966 a Bergamo con il marito Vittorio Cerea, e oggi ristorante tristellato Michelin che è il vertice di un gruppo, guidato dalla famiglia Cerea, che comprende ristoranti “Da Vittorio” a Shanghai e St. Moritz, quattro ristoranti “DaV by Da Vittorio” tra Bergamo, Portofino e Milano e diverse attività nell’ospitalità, compreso il catering di alto livello, con oltre 630 dipendenti. Ancora, legati al mondo del cibo, c’è Vincenzo Androcano, fondatore e ad del Gruppo Androcano, specializzato nella commercializzazione di eccellenze gastronomiche italiane in Germania (dove distribuisce 9.000 referenze alimentari, tra cui 1.900 etichette di vino italiano), Sabato D’Amico, ad D&D Italia, specializzata nella produzione di conserve alimentari, Giangiacomo Ibba, presidente Fratelli Ibba, realtà della distribuzione all’ingrosso di generi alimentari e oggi tra i principali operatori della grande distribuzione organizzata in Sardegna e nel Centro Italia, Ambrogio Invernizzi, presidente della celebre azienda casearia piemontese Inalpi, Bruno Piraccini, presidente e cofondatore di Orogel, Giuseppa Vitale, ad Prezzemolo & Vitale, azienda da lei fondata nel 1986 insieme al marito come piccola bottega alimentare a Palermo e oggi attiva nella distribuzione e nella gastronomia di alta qualità con dieci punti vendita a Palermo e sei a Londra e, in qualche modo legato al settore alimentare, è anche Alberto Sorbini, presidente Enervit, azienda specializzata nella produzione di integratori per attività sportive e nella nutrizione funzionale.
“Esprimo un ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per aver tenuto in così alta considerazione, anche in questa occasione, il mondo dell’agricoltura e le produzioni legate alla qualità del made in Italy. La presenza di autorevoli esponenti del settore primario e della trasformazione agroalimentare tra i nuovi insigniti dell’onorificenza è il segno tangibile della centralità che questo settore riveste per l’economia, l’identità e il futuro dell’Italia. Rivolgo le mie più vive congratulazioni a tutti i nuovi Cavalieri del Lavoro. Un riconoscimento prestigioso che premia l’eccellenza, la dedizione e la capacità d’impresa di donne e uomini che fanno grande la nostra bella Italia. A tutti loro giungano i miei migliori auguri, con la certezza che continueranno a essere un modello di innovazione, sostenibilità e crescita per l’intero sistema produttivo italiano”, ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Istituita nel 1901, l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro viene conferita ogni anno per la Festa della Repubblica a imprenditori italiani che si sono distinti nei cinque settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’attività creditizia e assicurativa. Con le nuove nomine, sono attualmente 633 i Cavalieri del Lavoro d’Italia.
Focus - Tutti i “Cavalieri del Lavoro” del vino
Da Piero Antinori, che con la Marchesi Antinori è uno dei massimi ambasciatori del vino e dell’eleganza enoica italiana, a Bruno Ceretto, uno dei grandi nomi che hanno fatto la storia di Barolo, da Arnaldo Caprai (scomparso quest’anno), la cui cantina, guidata dal figlio Marco Caprai, ha rilanciato il Sagrantino di Montefalco ed il suo territorio nel mondo, a Franco Argiolas, produttore di riferimento della Sardegna del vino, da Paolo Panerai, alla guida di Class Editori (e azionista di maggioranza del Gambero Rosso), produttore di grandi vini in Toscana (con Castellare di Castellina nel Chianti Classico e Rocca di Frassinello in Maremma) e in Sicilia (con Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare), a Sandro Boscaini, alla guida di una delle realtà leader dell’Amarone della Valpolicella come Masi, da Maria Cristina Loredan Rizzardi, la cui famiglia annovera tra i propri avi anche un Doge di Venezia, proprietaria della cantina Guerrieri Rizzardi, a tre grandi nomi che hanno fatto la storia del vino di Sicilia, come il patriarca Diego Planeta (scomparso nel settembre 2020), fondatore della cantina Planeta, oggi guidata da Alessio, Francesca e Santi Planeta, Giacomo Rallo, creatore di Donnafugata (scomparso nel maggio 2016), oggi guidata da Antonio e Josè Rallo, e Giuseppe Mastrogiovanni Tasca, fondatore della griffe Tasca d’Almerita (scomparso nel gennaio 1998), oggi guidata da Alberto Tasca d’Almerita, o ancora Gino Lunelli, presidente ad honorem della Cantine Ferrari di Trento, oggi guidate da Matteo Lunelli (insieme a Camilla, Alessandro e Marcello Lunelli), Marilisa Allegrini, ai vertici del gruppo che ne porta il nome, e Giovanni Manetti, alla guida di Fontodi, una delle realtà più storiche e prestigiose del Chianti Classico. Passando, ancora, per personaggi come Ezio Rivella (scomparso a gennaio 2024), enologo-manager che, negli Anni Ottanta del Novecento, è stato anima della nascita di Castello Banfi, a Montalcino, uno dei più grandi investimenti privati nati da zero (da parte della famiglia italo-americana Mariani) nel mondo del vino italiano. E poi, nel 2023, Piernicola Leone De Castris, alla guida della storica Leone De Castris, fondata a Salice Salentino nel 1665 da Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos, e presente sul mercato con le proprie etichette sin dal 1925, oggi tra le realtà più solide della viticoltura del Meridione; e Francesco Paolo Valentini, viticoltore abruzzese capace di imporsi, con i suoi vini naturali, su tutti il Trebbiano, nel difficile mercato dei fine wines, diventando una vera e propria griffe, protagonista nelle aste internazionali e sulle tavole stellate. Nel 2024 e nel 2025, poi, l’ingresso di altri nomi importanti: Matteo Lunelli, alla guida di Ferrari Trento e del Gruppo Lunelli, Vittorio Moretti, patron del Gruppo Terra Moretti, e Piero Mastroberardino, alla guida della cantina campana Piero Mastroberardino. Ai quali, dunque, oggi si aggiunge anche Marina Cvetic, che porta avanti la storia della cantina abruzzese Masciarelli.
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