Una ricetta lasciata a metà può sembrare un semplice inconveniente in cucina, ma per milioni di rifugiati nel mondo l’interruzione degli aiuti alimentari significa mettere a rischio la sopravvivenza quotidiana. Da questa immagine potente prende forma la seconda edizione di “Ricette Interrotte”, la campagna promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), l’Agenzia Onu per i Rifugiati, per richiamare l’attenzione sulle conseguenze dei drastici tagli ai finanziamenti umanitari e sostenere con nuove donazioni le popolazioni in fuga. Protagonisti dell’iniziativa sono chef e food creator che interrompono volutamente le proprie preparazioni nel momento decisivo, trasformando il linguaggio della cucina in un messaggio di sensibilizzazione. Quando mancano gli ingredienti, una ricetta non può essere completata; allo stesso modo, quando vengono meno le risorse economiche, gli interventi di emergenza rischiano di fermarsi con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Secondo l’Unhcr, i tagli agli aiuti da parte di alcuni governi stanno incidendo in modo significativo sulla capacità dell’Agenzia di fornire assistenza salvavita e rispondere ai bisogni più urgenti delle persone costrette alla fuga. La raccolta fondi è destinata a sostenere rifugiati e sfollati in Paesi come Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, realtà segnate da conflitti, grave insicurezza alimentare e una riduzione dell’assistenza umanitaria. Sui propri canali social, gli chef e i creator coinvolti pubblicano videoricette che procedono normalmente fino a interrompersi sul più bello, lasciando il piatto incompleto.
All’edizione 2026 hanno già aderito Barbara Agosti, chef e proprietaria di Zum ed Eggs, entrambi a Roma, e Francesco Apreda, chef alla guida del ristorante stellato Idylio by Apreda a Roma, presenti anche nella prima edizione, insieme ai nuovi partecipanti Francesco Aquila, food creator e vincitore di MasterChef 10, Marco Bianchi, chef e divulgatore scientifico, Federico Fusca, chef pop entertainer, Francesca Gambacorta, tra i creator gastronomici più seguiti sui social, ed Emin Haziri, chef stellato di origini kosovare.
“Ricette Interrotte” si inserisce nella più ampia campagna “Torniamo a Sentire”, lanciata da Unhcr per raccogliere fondi a favore di rifugiati e sfollati che vivono in contesti segnati da violenze, emergenze alimentari e riduzione degli aiuti. L’iniziativa punta a trasformare l’empatia in un gesto concreto di solidarietà, facendo leva anche sui risultati di una ricerca AstraRicerche secondo cui il 73% degli italiani entra ogni giorno in contatto con notizie legate a guerre o crisi umanitarie, provando soprattutto rabbia, tristezza e senso di ingiustizia. Allo stesso tempo, quasi il 59% degli intervistati ammette di “scorrere via” almeno qualche volta le notizie più drammatiche come forma di autodifesa emotiva.
“Desidero innanzitutto ringraziare di cuore gli chef e i food creator che hanno scelto di sostenere questa seconda edizione di Ricette Interrotte - sottolinea Laura Iucci, direttrice della raccolta fondi Unhcr Italia - anche quest’anno abbiamo voluto utilizzare il linguaggio universale della cucina per richiamare l’attenzione su una realtà drammatica e spesso dimenticata: i tagli agli aiuti umanitari continuano ad avere conseguenze devastanti sulle persone costrette a fuggire da conflitti e violenze, obbligandoci a ridurre o interrompere programmi di assistenza che rappresentano un’ancora di salvezza per milioni di rifugiati e sfollati. Attraverso “Ricette Interrotte” vogliamo invitare tutti a sostenere l’impegno di Unhcr affinché Unhcr persone più vulnerabili in Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo possano continuare ad accedere a protezione, cibo, acqua e ripari sicuri. Ogni contributo è fondamentale per chi ha perso tutto ed è costretto a ricominciare lontano da casa”, conclude Iucci.
Chi sceglie di sostenere il lavoro dell’Unhcr attraverso una donazione, può completare simbolicamente la ricetta, ricevere la versione integrale del piatto e un messaggio di ringraziamento personale da parte degli chef.
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