02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
MADE IN ITALY

Olio italiano, segnali di ripresa: nell’ultimo trimestre (aprile-giugno) volumi a +6% nella Gdo

Un aumento che, però, per l’Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale, non ha fatto incrementare i fatturati a scaffale per il comparto
GDO, GIACENZE, MISCELAZIONE, OLIO ITALIANO, PREZZI, SOL EXPO, VERONAFIERE, Non Solo Vino
Olio italiano, segnali di ripresa dalla Gdo, ma la situazione resta difficile

Tra le eccellenze del “paniere” agrifood italiano c’è certamente l’olio di oliva che non sta attraversando una delle sue fasi storiche più brillanti. Negli ultimi 12 mesi, infatti, il prezzo dell’olio extravergine è diminuito del 50%, mentre i costi sostenuti dalle aziende sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro, secondo le elaborazioni del Centro Studi Divulga. Una dinamica che riflette gli squilibri della filiera: l’Italia produce attorno ai 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri ogni anno. Ma, per fortuna, ci sono anche segnali di ripresa dell’olio italiano sugli scaffali dei supermercati nel secondo trimestre 2026, dopo un primo semestre ancora in flessione. Se, infatti, nei primi 6 mesi dell’anno le vendite di olio nazionale si sono fermate a 57 milioni di litri, contro i 62 milioni dello stesso periodo 2025, con un calo del fatturato di quasi 100 milioni di euro, tra aprile e giugno i volumi sono tornati a crescere, passando da 37,1 milioni di litri del secondo trimestre 2025 a 39,5 milioni di litri nel 2026 (+6%, dati Nielsen). Un trend che indica che i consumatori non si sono disaffezionati all’“oro verde italiano”, ma anche un dato ancor più importante considerando che, nello stesso periodo, le vendite di olio comunitario sono diminuite del 3%, con i volumi scesi da 130,6 milioni di litri del secondo trimestre 2025 a 126,8 milioni di litri dello stesso periodo 2026. Ad evidenziarlo è l’elaborazione dati dell’Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale, che monitora l’andamento del settore rappresentato dalla rassegna diVeronafiere dedicata all’olio d’oliva, in programma dal 28 febbraio al 2 marzo 2027. Numeri che arrivano dopo una notizia importante per l’olio italiano, con la circolare emanata dal Ministero dell’Agricoltura che vieta la possibilità di miscelare l’olio vergine all’extravergine (come abbiamo riportato su WineNews), e che riprende le richieste delle organizzazioni agricole, rilanciate nelle ultime mobilitazioni con migliaia di agricoltori. Come scritto nella circolare, secondo le nuove norme l’olio ottenuto dalla miscelazione tra extravergine e vergine non potrà, infatti, avere sull’etichetta la denominazione “Olio di oliva extravergine” così da difendere il settore da truffe e speculazioni.
Tornando all’aumento dei volumi di olio italiano venduti nella Grande Distribuzione, il trend, però, non ha dato una boccata d’ossigeno al mondo della produzione che vede le giacenze rimanere alte, essendo passate dalle 134.000 tonnellate di aprile alle 112.000 tonnellate di giugno secondo i dati del report Frantoio Italia dell’Icqrf. Vendite per poco più di 7.000 tonnellate al mese, contro la media di 10.000-11.000 tonnellate degli ultimi 5 anni.
A preoccupare ancor più il mondo olivicolo-oleario italiano è, però, la tendenza dei prezzi, praticamente dimezzatisi all’ingrosso rispetto a un anno fa, anche se il trend ancora non si manifesta a scaffale, con il prezzo che è calato a 10,79 euro/litro (-8%) a giugno rispetto ad un anno fa, anche se stanno diventano più frequenti promozioni a 6,99-7,99 euro/litro.
L’aumento dei volumi, quindi, non ha fatto incrementare i fatturati a scaffale per il comparto olivicolo nazionale, scesi da 433 milioni di euro del secondo trimestre 2025 ai 428 milioni di euro dello stesso periodo 2026
.
Peggio, a causa del calo dei prezzi, ha fatto il fatturato in Grande Distribuzione dell’olio comunitario, sceso dai 1,44 miliardi di euro del secondo trimestre 2025 ai 1,27 miliardi di euro dello stesso periodo 2026.
Segnali in chiaroscuro, quindi, per l’olio di oliva, con l’extravergine italiano che si difende meglio rispetto a quello di origine europea, ma con un valore aggiunto che diminuisce a fronte, invece, di costi produttivi in continuo aumento.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli