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LO SCENARIO

La cucina italiana vale 253 miliardi di euro, il 19% del mercato globale dei full service restaurant

Così il “Deloitte Foodservice Market Monitor” 2026. Crescono le catene e le operazioni di acquisizione, in un settore storicamente frammentato
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La cucina italiana vale 253 miliardi di euro, il Report Deloitte

A livello “immateriale”, la cucina italiana è ormai riconosciuta come Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco. A livello economico, è un tesoro che vale 253 miliardi di euro nel mondo, e rappresenta il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più ricercata a livello internazionale. Un dato complessivo già anticipato nelle scorse settimane, e oggi approfondito dalla pubblicazione del “Deloitte Foodservice Market Monitor” 2026, il report di Deloitte che fotografa il valore del settore foodservice e le sue tendenze a livello globale. E che racconta anche come il foodservice italiano, ovvero il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa, vale nel complesso 84 miliardi di euro nel 2025 e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale.
Ma, al di là dei dati economici, dall’analisi Deloitte emergono cambiamenti profondi nella struttura del settore. Come, per esempio, il boom delle catene. “In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono al +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato”, spiega Deolitte. Che evidenza però come, nonostante questa accelerazione, la penetrazione delle catene in Italia rimane ancora bassa rispetto agli standard internazionali: 11% contro il 35% della media mondiale, segnalando un ampio margine di sviluppo in questo segmento. Il mercato italiano rimane caratterizzato da una forte preferenza per i full service restaurant, che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita è sempre più trainata dai quick service restaurant che si confermano il principale motore di espansione anche nelle proiezioni 2025-2030 (+1,2% atteso), in un mercato complessivo previsto sostanzialmente stabile (-0,3% atteso 2025-2030).
A crescere è anche il mercato delle fusioni e delle acquisizioni nel foodservice italiano, che registra una netta accelerazione: 34 deal nel periodo 2022-2025 contro i 20 del 2016-2019, con un incremento medio di +3,5 operazioni annue. La cucina italiana, sottolinea Deloitte, si conferma la più attrattiva per gli investitori, rappresentando il 39% di tutti i deal italiani, di cui il 21% legato alle pizzerie. Fast food e healthy food rappresentano ciascuno il 18% dei deal post-Covid, a testimonianza di un crescente interesse per format scalabili. Guardando, invece, allo scenario mondiale, il mercato globale del foodservice ha raggiunto i 2.981 miliardi di euro nel 2025 (+2,2%), segnando un ritorno ai tassi di crescita pre-pandemici (+2,1% nel periodo 2016-2019). A livello regionale, l’Europa guida la crescita con il +6%, la performance più alta tra tutte le aree geografiche. Il Nord America consolida la propria posizione con il +4% di quota sul 2019, mentre si stima che l’area Asia-Pacifico tornerà a guidare l’espansione nel periodo 2025-2030, sebbene abbia perso il 5% di quota dal 2019.
Sul fronte dei format, i quick service restaurant guidano la crescita anche a livello globale (+4,6% 2019-2025), raggiungendo il 33% di quota di mercato nel 2025 (+4% dal 2019). La trasformazione strutturale più rilevante riguarda i canali di consumo: il delivery ha guadagnato il 15% di quota dal 2019, con i ricavi generati attraverso delivery, asporto e altri canali off-premise che rappresentano ora il 45% del valore totale del foodservice globale.
“Quest’anno il Report Deloitte fotografa un settore in via di stabilizzazione, dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate - dichiara Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader Deloitte - la velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano - quasi doppia rispetto alla media mondiale - e l’accelerazione delle operazioni di M&A segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato”.

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