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Paste alternative, mercato da 247 milioni di euro: traina il senza glutine con 98 milioni (+7,7%)

Secondo Unione Italiana Food, cresce in Italia la domanda di prodotti innovativi ed i pastai italiani investono il 10% del fatturato in ricerca
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Paste alternative, un mercato da 247 milioni di euro sugli scaffali italiani

Dalla pasta integrale a quella di kamut, passando per legumi, multicereali e prodotti senza glutine, sugli scaffali italiani si amplia sempre più l’offerta di paste alternative, spinta da consumatori alla ricerca di benessere, varietà e nuove soluzioni alimentari. Un segmento che nel 2025 ha raggiunto un valore complessivo di 247 milioni di euro nel canale retail, confermando la capacità dell’industria pastaria di intercettare i cambiamenti nelle abitudini di consumo senza rinunciare alla tradizione. A fotografare il fenomeno è Unione Italiana Food, la principale associazione che rappresenta l’industria alimentare italiana, che, nel dettaglio, evidenzia come il mercato delle paste di semola integrale, farro, kamut e legumi abbia totalizzato 51.432 tonnellate di consumi retail per un valore di 122 milioni di euro; a queste si aggiungono le paste ottenute da altri grani, che si attestano a 7.266 tonnellate e generano un valore di 27 milioni di euro; il comparto più dinamico resta, però, quello della pasta di semola senza glutine, che raggiunge 18.041 tonnellate consumate, in crescita del +5,6%, con un valore di 98 milioni di euro e un incremento del +7,7%.
Alla base di questa evoluzione c’è un forte impegno delle aziende sul fronte dell’innovazione. Secondo l’associazione, i pastai italiani investono mediamente ogni anno il 10% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo per migliorare la qualità dei prodotti, per un ammontare complessivo di circa 500 milioni di euro a livello di settore. Un investimento che consente di ampliare la gamma delle proposte, introducendo prodotti capaci di rispondere a esigenze nutrizionali specifiche e a nuovi stili di vita.
Nonostante la crescita delle alternative, la pasta continua a occupare un ruolo centrale nella dieta degli italiani. Nel 2025 il consumo pro capite si è attestato a 23,1 chilogrammi annui, per un totale nazionale di 1.730.121 tonnellate consumate. Le aspettative dei consumatori indicano, però, una continua evoluzione del comparto: oltre 1 italiano su 3 considera importante che la pasta sia un alimento versatile e innovativo, mentre più di 1 su 2 immagina una pasta del futuro caratterizzata da farine e ingredienti alternativi, packaging ecologici e nuovi formati.
“La pasta è una e molteplice - commenta Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food - in Italia siamo i custodi della tradizione, ma non rinunciamo a sperimentare perché fa parte del nostro patrimonio alimentare e anche la pasta ha accompagnato nel tempo il cambiamento dei nostri stili di vita. Il suo successo nel mondo è dovuto proprio a questa sua versatilità nell’adattarsi a ingredienti diversi e a sposarsi con innumerevoli abbinamenti, riuscendo ad intercettare tendenze alimentari, culturali e sociali”.

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