Valorizzare il territorio italiano attraverso esperienze capaci di mettere in dialogo heritage culturale e paesaggio, è un percorso nel quale il Pinot Grigio Doc Delle Venezie - denominazione che rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con una superficie produttiva di 27.000 ettari tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie, per una filiera che conta 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento - diventa interprete attivo di uno stile di vita contemporaneo e di un modo autentico di respirare i luoghi, contribuendo a raccontare il legame profondo tra eccellenza e identità nazionale . Prosegue la collaborazione tra il Consorzio Doc Delle Venezie e il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano Ets, in occasione delle “Sere Fai d’Estate”, il calendario di appuntamenti che, fino al 16 agosto, anima alcuni dei beni più suggestivi della Fondazione attraverso serate dedicate alla cultura, alla convivialità e alla scoperta del patrimonio italiano.
E dopo gli eventi all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, a Lecce, ed a Casa Macchi a Morazzone, a Varese, l’8 agosto, l’appuntamento è fissato al Castello di Avio a Sabbionara di Avio, a Trento, uno dei più importanti Beni Fai situati nel territorio della Doc Delle Venezie, in una suggestiva notte di San Lorenzo tra visite, intrattenimento e degustazioni. Il 16 agosto, ci si sposta, invece, alle Saline Conti Vecchi di Assemini, a Cagliari, con un evento che unirà musica dal vivo e il fascino della laguna al tramonto.
Una collaborazione, giunta al suo secondo anno, che nasce dalla volontà condivisa di “promuovere il meglio dell’Italia attraverso esperienze autentiche, coinvolgenti e capaci di generare valore per i territori - ha spiegato Stefano Sequino, direttore Consorzio Doc delle Venezie- il Pinot Grigio Doc Delle Venezie è, a sua volta, il risultato di un grande progetto di coesione che unisce Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento in un’unica denominazione, accomunata da una cultura produttiva condivisa, da elevati standard qualitativi e da una strategia comune di tutela e promozione. Portare questi valori nei Beni del Fai significa inserirli in luoghi simbolo dell’eccellenza italiana, nei quali il patrimonio storico-culturale dialoga in modo naturale con il paesaggio, le comunità e le produzioni del territorio”.
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