Sarà il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ad inauguare ufficialmente, il 24 settembre, al Teatro Regio di Torino, Terra Madre Salone del Gusto 2026, evento che cade nei 40 di Slow Food, e che sarà il momento formale in cui il movimento, fondato a Bra da Carlin Petrini, raccoglierà l’eredità morale del suo ispiratore, scomparso lo scorso maggio. L’annuncio ufficiale, con Mattarella (la cui presenza era già annunciata, ma ancora con data da definire, ndr) che torna all’evento principe di Slow Food dopo la visita del 2016, 10 anni fa esatti, è arrivato oggi, da Torino, nella presentazione dell’evento che, dal 24 al 27 settembre, nelle piazze, nelle vie e negli spazi più belli della città che fu la prima capitale dell’Italia unita, riunirà persone da tutto il mondo, “il popolo di Carlin”, per celebrare non solo i 40 anni di un’idea diventata movimento globale in grado di cambiare il modo di vedere il cibo a livello mondiale, ma anche il valore assoluto della biodiversità.
“Carlin, ce l’abbiamo quasi fatta. Un anno fa ci hai convocati, ci hai riuniti a Pollenzo e ci hai raccontato l’evento che avresti voluto nel 2026. Per i nostri 40 anni, ci hai detto, dobbiamo celebrare il lavoro più importante della nostra associazione: quello per salvare la biodiversità. Nessun visitatore dovrà tornare a casa senza aver compreso il valore della biodiversità e la necessità, sempre più urgente, di salvarla - ha detto Serena Milano, direttrice Slow Food Italia - ci avevi chiesto che questa edizione fosse raccolta e camminabile. Chi arriverà in treno a Porta Nuova comincerà un viaggio nel mondo del cibo e allo stesso tempo una passeggiata in uno dei centri storici più belli d’Italia. Il nostro lavoro - ha aggiunto Milano - è prima di tutto restituire dignità e orgoglio ai custodi della biodiversità. E allora è giusto aprire per loro il salotto buono, portarli nel cuore della città. E grazie alla tua tenacia, che non è venuta meno fino all’ultimo giorno, avremo con noi, nella cerimonia di apertura, la più alta carica dello Stato: il Presidente della Repubblica italiana”.
“Terra Madre Salone del Gusto è molto più di una manifestazione dedicata al cibo: è un evento culturale, educativo ed economico, capace di coinvolgere l’intera città e di proiettare il Piemonte sulla scena internazionale - hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore all’Agricoltura e Cibo e Turismo Paolo Bongioanni e l’assessore alle Montagne, Marco Gallo - la sua forza sta nella capacità di trasmettere valori, cultura e principi, soprattutto alle giovani generazioni. La coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico rafforza il messaggio educativo dell’evento: ai giovani dobbiamo offrire strumenti per informarsi, approfondire e formarsi un’opinione libera e autonoma. Terra Madre rappresenta anche un modo concreto per mantenere viva l’eredità di Carlin Petrini, che ha saputo trasformare un messaggio nato nelle Langhe in un pensiero riconosciuto in tutto il mondo. La sua lezione continua a vivere nella centralità della cultura, del rispetto dell’ambiente, della qualità del cibo e del dialogo tra persone e comunità. Il Piemonte - hanno continuato presidente e assessori - ha il dovere di custodire e sviluppare questa vocazione. In pochi giorni la nostra Regione ospita eventi di rilievo internazionale dedicati al riso, al cibo, alla cultura e allo sport: appuntamenti diversi, ma accomunati dalla capacità di raccontare il territorio e di creare occasioni di incontro. Si tratta di un evento che produce ricadute positive sul territorio, sostiene alberghi, ristoranti e attività commerciali e genera risorse per l’economia locale. È una manifestazione giusta e utile: fa bene alla nostra terra, rafforza la sua identità e ne consolida il ruolo internazionale”.
“Tra pochi giorni accoglieremo Terra Madre Salone del Gusto - hanno dichiarato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore ai Grandi Eventi Domenico Carretta - nel centro cittadino e nella rinnovata Via Roma pedonalizzata che abbiamo appena inaugurato. Sarà ancora una volta uno straordinario momento di aggregazione, che porterà nella nostra città migliaia di persone, di incontro tra culture, di confronto e arricchimento sui temi del cibo, della sostenibilità, della biodiversità, dell’incontro tra uomo e natura. Sarà la prima edizione senza Carlin Petrini, un’assenza che ci rattrista, ma ci consegna il compito importante di portare avanti la sua eredità non solo di questa iniziativa, ma della visione e del messaggio politico che porta con sé. Un ringraziamento anticipato va dunque a tutti coloro che nei prossimi giorni lavoreranno per rendere possibile questa manifestazione, a coloro che saranno negli stand o parteciperanno all’iniziativa, perché è solo con questo tipo di attenzione per il mondo che ci circonda che possiamo contribuire a renderlo migliore”.
A rappresentare gli oltre 600 espositori del Mercato, Mara Stocchi di Una Garlanda, azienda agricola di Rovasenda, a Vercelli, che ha raccontato una storia di famiglia che va avanti da tre generazioni: “dopo che mio papà Fulvio si è ammalato, ha iniziato a riflettere sul rapporto tra agricoltura e ambiente. Grazie alla sua determinazione siamo riusciti a coltivare il riso senza alcun prodotto chimico e abbiamo cambiato forma alle nostre risaie. Coltiviamo solo varietà storiche di risi italiani, alcune delle quali hanno anche 200 anni. Abbiamo piantumato più di 15.000 alberi e siamo diventati il primo esempio di agroforestazione in agricoltura a livello europeo. Utilizziamo la tecnica della pacciamatura o metodo Stocchi, senza alcun input chimico, nemmeno quelli ammessi nel metodo biologico. Oggi guardiamo all’ecosistema, non a una produzione. E nel caso di eventi climatici devastanti come quello di quest’anno, siamo la prova che realtà complesse come la nostra possono continuare ad andare avanti”.
Aspettando un Terra Madre Salone del Gusto 2026 che celebrerà anche il legame storico tra Slow Food ed il mondo del vino, con tanti appuntamenti dedicati, e tanti appuntamenti che affronteranno temi diversi, per raccogliere l’eredità del “visionario” fondatore di Slow Food, Carlin Petrini, e proiettare la Chiocciola nel futuro.
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