02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
IL 20 SETTEMBRE

Stagione venatoria al via tra richiami alla responsabilità, riforma e proteste

Federcaccia invita a sicurezza ed etica, mentre cresce la mobilitazione di Wwf Italia contro le modifiche della legge 157/1992
CACCIA, FAUNA SELVATICA, FEDERCACCIA, STAGIONE VENATORIA, WWF ITALIA, Non Solo Vino
Stagione venatoria al via tra richiami alla responsabilità, riforma e proteste

Mentre riparte la caccia con l’apertura ufficiale della stagione venatoria, il 20 settembre, non si placano le polemiche legate alla contestata riforma della legge 157/1992, tornata all’esame della Camera dopo il via libera del Senato, come recentemente riportato da WineNews. Un confronto che continua ad alimentare il dibattito tra il mondo venatorio e le associazioni ambientaliste, sempre più divise sul futuro della gestione della fauna selvatica e della tutela della biodiversità. A intervenire è stata la Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia-Fidc) che, attraverso un messaggio pubblicato, in questi giorni, su Facebook dal presidente Massimo Buconi, ha rivolto agli appassionati “un augurio di buon inizio stagione, invitando a porre grande attenzione alla sicurezza, al rispetto dei luoghi frequentati e dei cani da caccia, definiti amatissimi ausiliari”. Buconi ha ricordato come “andare a caccia significhi praticare questa attività nel pieno rispetto delle regole, dell’etica venatoria, della fauna selvatica e delle tradizioni di cui il mondo venatorio si considera portatore”.
Nel suo intervento il presidente della Fidc ha anche richiamato il confronto politico in corso sulle modifiche alla legge 157 del 1992, osservando come, parallelamente alla ripresa della discussione parlamentare, siano tornate le critiche rivolte al settore.
Un clima che, secondo Federcaccia, non dovrebbe distrarre i cacciatori, chiamati a rispondere alle contestazioni con argomentazioni e senso di responsabilità, nella convinzione di poter far valere le proprie ragioni nel dibattito pubblico. Buconi ha, inoltre, sottolineato come “continui a essere richiesto ai cacciatori un ruolo di interesse pubblico nella gestione delle problematiche legate alla fauna selvatica, dai danni causati dagli ungulati fino alle emergenze sanitarie che coinvolgono gli animali, tra cui la peste suina africana, l’influenza aviaria e, più recentemente, la mixomatosi, una grave malattia virale che colpisce lepri e conigli, causando elevata mortalità e preoccupazioni per la conservazione delle popolazioni selvatiche”.
L’apertura generale della stagione venatoria arriva, però, accompagnata da numeri che alimentano ulteriormente il confronto. La petizione “Stop caccia selvaggia” di Wwf Italia ha raggiunto 469.110 adesioni, superando il numero dei cacciatori italiani registrati per la stagione 2025-2026, pari a 429.484 secondo i dati regionali diffusi dalla Lega per l’Abolizione della Caccia (Lac). Per le associazioni ambientaliste si tratta di un segnale della crescente domanda di maggior tutela della biodiversità e della fauna selvatica da parte dell’opinione pubblica. Un orientamento che sarebbe confermato anche da un sondaggio Ipsos Doxa realizzato per la Fondazione Capellino (ente filantropico italiano impegnato nella tutela degli animali, della biodiversità e degli ecosistemi, fondato dall’imprenditore del settore pet food Pier Giuseppe Capellino), secondo il quale il 91% degli italiani ritiene che la normativa vigente sulla caccia non debba essere ulteriormente estesa, il 75% si dichiara favorevole all’abolizione dell’attività venatoria o a una sua drastica limitazione ai soli interventi di controllo della fauna, mentre appena il 3% auspica misure che ne incentivino la pratica.
Continua intanto, come detto, il confronto sulla riforma della legge 157/1992, contestata dal Wwf Italia perché ritenuta in grado di ridurre le tutele ambientali e ampliare le possibilità di esercizio dell’attività venatoria. L’associazione chiede, pertanto, il ritiro del provvedimento, sostenendo che il numero dei firmatari della petizione dimostri l’esistenza di una maggioranza favorevole a maggiori misure di protezione della natura. Una posizione ribadita anche da Dante Caserta, direttore Area Legale e Istituzionale Wwf Italia, secondo cui “la fauna selvatica appartiene a tutti i cittadini e non a una minoranza, mentre il successo della raccolta firme indicherebbe una diffusa richiesta di più tutela, legalità e conservazione ambientale”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli