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Olio italiano, produzione in crescita e quotazioni superiori ai principali competitor

Il quadro by Ismea a Terra Madre Salone del Gusto: primo semestre 2026, diminuite le importazioni anche grazie alle maggiori disponibilità interne
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Olio italiano, produzione in crescita nell’ultima annata

Oltre un milione di ettari, di cui circa 289.000 biologici, circa 620.000 aziende olivicole, oltre 4.200 frantoi attivi e 51 Indicazioni Geografiche, tra 42 Dop e 9 Igp. Sono i numeri dell’olivicoltura italiana, filiera che chiude la campagna 2025-2026 con una produzione in crescita e con l’olio italiano che, nonostante la flessione dei prezzi registrata nel 2026, continua a mantenere sui mercati un posizionamento superiore rispetto ai principali Paesi concorrenti. È il quadro delineato a Terra Madre Salone del Gusto a Torino (fino al 27 settembre) nell’incontro Ismea “Olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive”. Nell’ultima annata la produzione italiana ha raggiunto 325.000 tonnellate, il 31% in più sull’anno precedente, in un contesto internazionale tornato su livelli più vicini alla normalità dopo le forti tensioni delle campagne passate.
Sul fronte dei prezzi, nonostante la flessione registrata nel 2026, l’Italia continua a reggere meglio dei principali competitor: le quotazioni dell’extravergine nazionale restano superiori a quelle di Spagna, Grecia e Tunisia e si mantengono sopra i livelli precedenti all’impennata del 2022.
Anche sul commercio estero, spiega ancora Ismea, il quadro presenta elementi positivi. Nei primi 6 mesi 2026 sono diminuite le importazioni, anche grazie alle maggiori disponibilità interne. Sul versante delle esportazioni, a fronte di una flessione verso Stati Uniti e Germania, sono cresciute le vendite nel Regno Unito e si sono registrate performance positive in Polonia, Paesi Bassi e Belgio.
A sostegno del comparto si inserisce la “Cambiale Frantoi Oleari”, misura del Ministero dell’Agricoltura gestita da Ismea, con una dotazione di 40 milioni di euro, destinata a fornire liquidità ai frantoi e alle piccole e medie imprese del settore per sostenere i costi di gestione e affrontare la fase produttiva
. La “Cambiale Frantoi Oleari” rappresenta l’ultimo tassello di un più ampio insieme di strumenti messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Il disegno di legge “ColtivaItalia”, afferma Ismea, approvato in prima lettura dalla Camera il 6 agosto e attualmente all’esame del Senato, prevede 300 milioni di euro interamente dedicati al settore olivicolo - 50 milioni nel 2027, 200 nel 2028 e 50 nel 2029 - per l’attuazione del Piano Olivicolo Italiano 2026-2030, adottato con decreto del 13 luglio 2026, con interventi per il rilancio strutturale della filiera, l’incremento della produzione nazionale, il rinnovo e il recupero degli oliveti, l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue e il contrasto alle fitopatie. Nel triennio 2023-2025, il settore olivicolo-oleario ha beneficiato di quasi 1,9 miliardi di euro considerando che i programmi Pnrr e Pnc hanno contribuito complessivamente con circa 500 milioni di euro all’ammodernamento del comparto, finanziando oltre 2.000 imprese attraverso interventi su frantoi, contratti di filiera, meccanizzazione e parco agrisolare.
In termini di promozione, infine, oltre ad una campagna pubblicitaria andata in onda sulle reti nazionali a sostegno del comparto, Ismea realizza il Progetto per la promozione e valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva italiano, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura: a Terra Madre l’iniziativa si traduce in masterclass/evo tasting con la collaborazione Slow Food Italia, rivolte a scuole e famiglie per diffondere la conoscenza e la cultura dell’Evo italiano.

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