Vinacria 2026 (175x100)
Consorzio Collio 2026 (175x100)
LA GASTRONOMIA COME PENSIERO

A Pollenzo l’eredità di Carlo Petrini diventa un progetto di ricerca sul cibo come cultura

Il Rettore dell’Università Nicola Perullo: un volume con contribuiti originali di grandi personalità internazionali e un’area di studi del futuro

Dalla memoria alla ricerca, dal lascito di una storia alla costruzione di nuove conoscenze. È questa la prospettiva con cui l’Università di Scienze Gastronomiche apre una nuova fase del proprio percorso, facendo del patrimonio culturale del cibo uno degli strumenti attraverso cui leggere il presente e immaginare il futuro. E lo fa con “La gastronomia come pensiero. L’eredità di Carlo Petrini”, un progetto di ricerca accademica ed un’opera editoriale senza precedenti dedicata all’eredità intellettuale e culturale del fondatore di Slow Food e dell’Ateneo, con oltre 20 contributi originali internazionali (da Alberto Capatti ad Alice Waters, da Antonio Spadaro a Luciana Castellina, da Fritjof Capra a Gaston Acurio, da Gilberto Gil ad Isabella Rossellini, da Massimo Bottura a Massimo Montanari, da Michael Pollan a Satish Kumar, da Luigino Bruni a Mario Calabresi e Stefano Zamagni) e fotografie inedite - ed in cui la narrazione cronologica diventa una chiave di lettura dell’evoluzione del pensiero gastronomico contemporaneo - ma anche una delle area di studi del futuro dell’Ateneo sul cibo come patrimonio culturale.
L’eredità di Carlo Petrini entra nel campo della ricerca accademica: è questo il significato del progetto presentato, nei giorni scorsi a Pollenzo, dal presidente e Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche Nicola Perullo. “La gastronomia come pensiero. L’eredità di Carlo Petrini”, primo volume che ricostruisce ed interpreta il percorso intellettuale e culturale del fondatore Slow Food e dell’Ateneo, non è, infatti, un semplice libro commemorativo, ma un lavoro di ricerca che nasce in una delle cinque nuove aree strategiche individuate dall’Università per il proprio sviluppo: il cibo come patrimonio culturale, memoria, tradizioni e savoir-faire. Un ambito che coincide con una delle matrici originarie dell’Università e che oggi viene rilanciato come vero e proprio campo di ricerca interdisciplinare. “Stiamo costruendo una Pollenzo nuova, un’evoluzione di ciò che siamo stati in questi 22 anni - ha spiegato Perullo - la quinta area riguarda il cibo come patrimonio culturale, memoria, tradizioni e savoir faire. Quest’ultima area è anche l’area attraverso cui si è sviluppata l’idea originaria di questa università. Grazie a Carlo Petrini e alle sue visioni, alle sue intuizioni, ai suoi progetti”.
Il progetto prende forma nei mesi successivi alla scomparsa di Petrini e sceglie di affrontare la sua memoria non soltanto attraverso il ricordo, ma attraverso gli strumenti propri della ricerca.
Il volume ricostruisce quasi 80 anni di storia personale e culturale, mettendo in relazione biografia, territorio, gastronomia, politica, biodiversità, trasformazioni sociali e nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche. La struttura segue 10 fasi della sua vicenda, dalle radici familiari e dal rapporto con il territorio fino agli ultimi anni, passando attraverso la nascita di Slow Food, le battaglie per la tutela delle tradizioni e della biodiversità, i grandi incontri internazionali e la fondazione di Pollenzo. In questa ricostruzione si integrano oltre 20 contributi inediti di personalità italiane e internazionali che hanno condiviso esperienze, idee e percorsi con Petrini. Le loro voci compongono un ritratto necessariamente plurale, capace di restituire l’ampiezza di un’esperienza che ha attraversato gastronomia, cultura, ambiente, politica, educazione e riflessione sul futuro del pianeta. “Sarà un libro ricco di contributi inediti, originali, fatti da moltissime persone di caratura internazionale che lo hanno conosciuto da vicino - ha sottolineato Perulloc- a questi contributi stiamo abbinando una raccolta fotografica, iconografica inedita, storica, di foto di Carlo e della sua vita, della sua storia e anche contributi scritti da noi, dai nostri ricercatori che fanno da filo rosso per ricostruire l’enorme eredità che lui ci ha lasciato”. Il volume sarà arricchito, infatti, da un patrimonio fotografico storico e originale e da una particolare cura editoriale e materica.
In particolare, il volume, sarà fuori commercio e collegato a una campagna di sostegno alla ricerca: l’iniziativa prevede, infatti, una campagna di donazione a favore dell’area di ricerca sul patrimonio culturale, destinata a sostenere ulteriori attività su memoria gastronomica, tradizioni, patrimoni immateriali, pratiche e saperi legati al cibo. “Noi abbiamo bisogno in questa area sul patrimonio culturale di continuare a lavorare su questi temi e su tematiche affini anche grazie al contributo di tutti”, ha concluso Perullo. Il valore dell’opera sta, quindi, anche nella sua capacità di andare oltre la dimensione celebrativa. “La gastronomia come pensiero” trasforma una memoria in un programma di ricerca: raccoglie le tracce di una storia, le mette in relazione e le utilizza per porre nuove domande sul ruolo del cibo nella società contemporanea. È, in questo senso, anche un passaggio significativo per Pollenzo. L’intuizione che ha dato origine all’Università - riconoscere al cibo una piena dignità culturale e accademica - trova oggi una nuova declinazione nello studio del patrimonio, della memoria e dei saperi gastronomici.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli