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L’OBBIETTIVO

Fao, mobilitare risorse senza precedenti per i sistemi agroalimentari: 20 miliardi di dollari

Al “Forum Hand-in-Hand” 2026, nel “World Food Forum” a Roma, 38 Paesi e 5 iniziative regionali hanno presentato proposte di investimento
FAO, RISORSE, SISTEMI AGROALIMENTARI, WORLD FOOD FORUM, Non Solo Vino
Il “World Food Forum” della Fao a Roma

Mobilitare risorse senza precedenti per trasformare i sistemi agroalimentari, rafforzare la resilienza delle aree più fragili e tradurre le sfide globali in opportunità di sviluppo sostenibile. È questo l’obiettivo del Forum sugli investimenti “Hand-in-Hand” 2026 inaugurato, nel “World Food Forum” (Wff), in scena, in questi giorni, a Roma, alla Fao (8-16 ottobre), la piattaforma internazionale che promuove il cambiamento dei sistemi agroalimentari attraverso il contributo di giovani, scienza, innovazione e investimenti. All’evento, 38 Paesi e 5 iniziative regionali hanno presentato proposte di investimento per un valore record di 20,16 miliardi di dollari.
I progetti illustrati si rivolgono prioritariamente alle comunità più vulnerabili del pianeta
e coprono una grande varietà di attività, dalle colture di base all’allevamento, dalla pesca alle filiere ad alto valore aggiunto come caffè e cacao. Al centro dei piani figurano il rafforzamento delle catene del valore, l’incremento della produttività locale e il miglioramento delle condizioni di vita nelle aree in cui gli investimenti possono generare i maggiori benefici economici e sociali.
“Costruire la resilienza richiede investimenti costanti, ma troppe opportunità restano inesplorate a causa della percezione di elevati rischi. In molti Paesi i progetti faticano ad attrarre risorse per mancanza di informazioni e di piani credibili. L’iniziativa “Hand-in-Hand” sta cambiando radicalmente il modo in cui questi investimenti vengono progettati, gestiti e finanziati”, dichiara il dg Fao, Qu Dongyu.
Il modello promosso dall’iniziativa si fonda su 4 pilastri: i governi nazionali, chiamati a definire le priorità strategiche; la Fao, che mette a disposizione analisi geospaziali avanzate e competenze tecniche; gli istituti finanziari internazionali, incaricati di assorbire le prime perdite; e gli investitori privati, destinati a fornire i capitali necessari per raggiungere una scala industriale. Utilizzando modelli economici e dati scientifici sui rischi climatici, sulla salute del suolo e sulle infrastrutture, la Fao cerca di ridurre il divario storico tra i bisogni delle aree e la disponibilità di risorse finanziarie, promuovendo investimenti più efficaci e sostenibili.

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