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Perché in epoche e culture diverse c’è chi sceglie di non mangiare carne? Risponde Massimo Montanari

“L’idea vegetariana. Una storia in dieci quadri” è l’ultimo saggio dello storico su “un modello esemplare di consapevolezza culturale”

Perché in epoche e culture diverse c’è chi sceglie di non mangiare carne? La risposta non è un’opinione, ma una ricostruzione storica che spiega come pratiche e idee, materiale e immaginario abbiano sempre viaggiato insieme nella storia dell’alimentazione. E si legge in “L’idea vegetariana. Una storia in dieci quadri”, l’ultimo saggio di Massimo Montanari, tra i più autorevoli storici dell’alimentazione a livello internazionale, professore emerito di Storia Medievale all’Università di Bologna, dove ha fondato il Master “Storia e cultura dell’alimentazione” (e con il quale, WineNews, si confronta spesso sui temi di più stringente attualità del mondo del vino e del cibo italiani, ndr), che ricostruisce in dieci quadri la storia del pensiero vegetariano dall’antichità a oggi, tra motivazioni etiche e religiose, ascetismo, salutismo, rispetto per gli animali e per l’ambiente, progetti di riforma sociale e politica.
“Questo libro non vuole suggerire modelli o scelte di vita, ma racconta come sono maturate certe pratiche alimentari, e quali idee le hanno accompagnate” esordisce Massimo Montanari, spiegando che “il pensiero vegetariano mi sembra un modello esemplare di consapevolezza culturale, un utile richiamo (per tutti, vegetariani e non) alla necessità di fare delle scelte quando si tratta dell’attività decisiva della vita - mangiare”.
Sul lungo periodo c’è, infatti, una domanda ricorrente: il cibo è prima di tutto una questione di convenienza - legata a ragioni ambientali, economiche, nutrizionali - o ha a che fare con valutazioni etiche e culturali, da cui derivano le abitudini alimentari? Massimo Montanari mostra come, nella realtà storica, le due prospettive siano inscindibili.
Il libro (Editori Laterza, 2026, pp. 160 euro, prezzo di copertina 16 euro), si snoda, così, in dieci quadri, ciascuno dedicato a uno degli argomenti che nel tempo hanno sostenuto la scelta vegetariana: motivazioni “estroverse”, attente al rispetto della vita animale, alla giustizia sociale, al tema ambientale, e motivazioni “introverse”, che ricercano la purezza spirituale, la salute fisica o altro ancora, non ultimo il piacere gastronomico.
In questo viaggio che attraversa epoche, culture e sistemi di pensiero diversi, Massimo Montanari restituisce al lettore un’idea fondamentale: la scelta vegetariana è sempre stata, prima ancora che una pratica, una forma di consapevolezza culturale.

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