Per chi intende organizzare una piccola fuga turistica tra l’autunno e l’inverno 2026, e tra ponti, Immacolata e feste, senza incappare nel fenomeno dell’overtourism e costringendosi a zigzagare tra una folla di persone per svolgere qualsiasi attività, l’esperienza autentica legata al vino e alla cucina è in assoluto la scelta migliore. A dirlo è il curioso “Indice dell’Italia senza folle” 2026, un’elaborazione della piattaforma italiana Dolcecharm, che si basa su dati Istat e del Ministero della Cultura, e che spiega come il turismo enogastronomico sia quello che più si allontana dalla folla dal momento che il 66% di queste esperienze autentiche (è la percentuale più alta) tra cibo e vino si trovano a più di 20 km dai 100 comuni più visitati d’Italia, con il 43%, invece, situate in un piccolo borgo (sotto i 5.000 abitanti), il 39% nelle aree interne e l’8% in comuni sopra i 600 metri di altitudine. A seguire, ci sono il turismo naturalistico con il 65% delle esperienze autentiche che si trovano oltre 20 km da uno dei 100 comuni più visitati d’Italia, poi benessere (56%), barca e mare (48%) e tour in città (25%). Nel complesso, le esperienze autentiche sono distribuite in 595 comuni, in tutte e 20 le regioni.
Il lavoro di Dolcecharm nel redigere il suo Indice parte da un assunto di fondo: nel 2024, i 453 musei, monumenti e aree archeologiche statali hanno contato 60,9 milioni di visitatori con i primi 5 (Colosseo, Uffizi, Pompei, Pantheon e Galleria dell’Accademia) che hanno raccolto il 50,2% dei turisti (il Colosseo da solo il 24,2%). E contando tutti i 4.677 musei aperti, nel 2025, Lazio, Toscana e Campania hanno avuto il 50,1% dei 140,8 milioni di ingressi. Lo stesso accade con le vacanze: nel 2025, i 100 comuni più visitati, su quasi 8.000, hanno accolto il 51% degli arrivi negli alberghi e negli altri alloggi turistici. È questa la forma più visibile dell’overtourism: tanti visitatori negli stessi luoghi e negli stessi periodi, mentre il resto del Paese resta poco frequentato. L’obiettivo dell’Indice, infatti, non è sapere quanti turisti ci sono in Italia, ma dove si può vivere un’esperienza autentica lontano da loro.
Tanto che, per 10 mete tra le più frequentate, i promotori dello studio hanno proposto un’alternativa vicina con una pressione turistica molto più bassa, sempre secondo dati Istat. E così, invece, che andare a Varenna, sul Lago di Como, si possono visitare Lecco, a 19 km di distanza, dove c’è il cimitero monumentale di Laorca, terrazzato nella roccia, e la Valle del Ferro del Gerenzone. Invece che San Vito Lo Capo, c’è Trapani (25 km) e il suo il Palazzo della Giudecca e le saline con il Mulino di Nubia, al posto di Barolo ecco Alba (12 km) con il coro ligneo della cattedrale di San Lorenzo e Alba sotterranea tra i siti romani sotto la città. Non Venezia bensì Treviso (26 km) per visitare il canale dei Buranelli e la Sala del Capitolo di San Nicolò, e così via.
In generale, i 100 comuni più visitati d’Italia si trovano in buona parte in Trentino-Alto Adige, Veneto e Toscana, tra Dolomiti, Lago di Garda, Venezia e le spiagge venete, le città d’arte e la costa toscana. E, infatti, è in queste regioni che le esperienze lontane dalla folla sono meno e dove, perciò, conta di più scegliere dove e come andare. Mentre in Abruzzo, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta tutte le esperienze sono lontane dalla folla.
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