L’Italia è indubbiamente una potenza agroalimentare, ma un prodotto eccellente, un territorio unico o una storia autentica non bastano se non vengono raccontati nel modo giusto. Da questo presupposto nasce “La Comunicazione nel Food & Wine” (Agra Editrice, 199 pagine, 25,00 euro), il nuovo libro di Stefano Carboni, comunicatore enogastronomico della Mg Logos e docente di Sociologia dei comportamenti alimentari presso l’Università di Tor Vergata a Roma. “Un manuale votato al pragmatismo - ha sottolineato Stefano Carboni a Winenews - utile tanto per chi vuole fare il comunicatore, quanto per chi vuole essere comunicato”. Il libro, dal linguaggio chiaro e scorrevole, accompagna il lettore in un viaggio tra aneddoti, retroscena, linguaggi e relazioni dentro il mondo della comunicazione. Un mondo senz’altro impegnativo dove l’improvvisazione è bandita se non deleteria - come si racconta in un capitolo che descrive il flop di un “parvenu” della comunicazione - e dove serve, non bastasse, anche un fisico temprato: “portare avanti un’attività di agenzia di comunicazione o di ufficio stampa - ha osservato Carboni - richiede uno sforzo psicofisico non indifferente, che io spesso paragono a quello di un tennista professionista”.
E non manca infatti di complessità rivolgersi e trattare con tre differenti “Regni”: quelli che il comunicatore chiama “il Regno dei Clienti, il Regno dei Giornalisti e il Regno dei Consumatori”. “Qualsiasi operazione - ha rilevato Carboni - non può non prevedere la presenza di tutti questi player, i quali spesso, se non proprio in contesto, hanno comunque esigenze e finalità assai diverse tra loro. Sta quindi proprio al comunicatore cercare di far convivere felicemente le diverse nature, evitando che entrino in rotta di collisione: è proprio questa capacità a fare la differenza ed evidenziare lo standing di un professionista rispetto a un altro”.
Nel libro si ripercorre la nascita, nel 1997, di Mg Logos, fondata dalla moglie Maria Grazia (di qui le iniziali MG), una società di comunicazione da subito specializzata nel settore agroalimentare ed enogastronomico (“perché siamo convinti che la specializzazione sia uno dei segreti del lavoro”); si raccontano anche i primi successi e le soddisfazioni di un lavoro dove “oggi, più che mai, non basta esserci: bisogna essere riconosciuti”.
Logicamente il libro dedica ampio spazio alle dinamiche che caratterizzano il rapporto tra uffici stampa/agenzie di comunicazione e media e non mancano le indicazioni pratiche su come si costruisce una mailing list, come si confeziona un comunicato stampa efficace (con i plus di “precisione, originalità, tendenze e numeri”) e si prepara una cartella stampa che “informi senza annoiare”. Ma il libro dà precise indicazioni anche su come si organizzano conferenze stampa, press lunch o press dinner, nonché quei press tour, dove si porta in giro sul territorio un gruppo di giornalisti, che creano non poca ansia al nostro autore, “perché un bravo ufficio stampa deve essere in grado di assorbire i colpi inferti dal destino e di trovare in tempi rapidissimi una soluzione”. Per offrire uno spaccato completo del mondo della comunicazione, nel libro si parla anche di comunicazione oltreconfine e di comunicazione digitale, con i contributi affidati alle società partner Gheusis e Aromi.
Cristina Latessa
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