Permettere alle famiglie di incontrare le cuoche ed i cuochi che preparano i pasti che nutrono i loro figli e insieme sperimentare percorsi sensoriali per scoprire cibo e biodiversità attraverso i cinque sensi. Sono i “Canteen Days”, organizzati dall’Assessorato alle Politiche educative della Città di Torino insieme a Slow Food Italia. Quattro giornate aperte dedicate alle mense scolastiche in altrettante scuole della città, in cui grandi e piccoli sono invitati a esplorare cibo e biodiversità attraverso i cinque sensi: si osservano i colori delle stagioni, si ascoltano i suoni nascosti degli alimenti, si riconoscono al tatto forme e consistenze e all'olfatto i profumi di erbe e spezie, si allena il proprio palato a conoscere nuovi sapori.
“Almeno un pasto giornaliero, per milioni di bambine e bambini, si realizza a scuola. Grazie al sodalizio con il Comune di Torino, l’iniziativa dei “Canteen Days” vuole evidenziare - sottolinea Luca Martinotti, vicepresidente Slow Food Italia - la centralità dell’alimentazione all’interno degli istituti scolastici . Non si tratta di un semplice servizio accessorio, la mensa è a tutti gli effetti uno degli strumenti educativi più potenti per incidere sulle abitudini alimentari degli alunni e delle loro famiglie. In un mondo in cui è sempre più evidente lo stretto rapporto tra cibo e salute, in cui le conoscenze rispetto a stagionalità, spreco, filiera corta e cultura locale non vengono più trasmesse all’interno delle case, e in cui, nonostante oggi si consumi più cibo che mai, si dedica meno tempo alla sua scelta, trasformazione e cura, allora il piatto servito a scuola assume un ruolo fondamentale. Può tutelare la salute dei più giovani, educarli su una corretta dieta, trasmettere i veri valori del cibo e orientare la costituzione di una società sempre più responsabile nel momento della spesa. Per Slow Food, dunque, la mensa è un tempo scuola determinante, in cui è possibile garantire una sana nutrizione ma anche stimolare la percezione della convivialità. Anche l’esperienza consapevole del convivio, infatti, fa parte della crescita dei giovani e della costruzione delle società del domani. I “Canteen Days” sono il frutto di una visione politica che si preoccupa davvero del futuro, avendo cura del presente. Il pasto quotidiano viene così riconosciuto come elemento fondativo del diritto allo studio, con la prospettiva di rendere i sistemi alimentari sempre più buoni, puliti e giusti per tutte e tutti, a partire dai più piccini”.
Anche per questo il tema della ristorazione collettiva - che comprende scuole, carceri, aziende e ospedali e in Italia vale circa 4,5 miliardi di euro l’anno - ha smesso da tempo di riguardare soltanto qualità e gusto: stagionalità, spreco e impatto ambientale sono ormai questioni centrali. Il quadro scolastico nazionale resta però fortemente disomogeneo, laddove non tutti i Comuni e le aziende di ristorazione hanno scelto forniture biologiche e di stagione. Altro punto sensibile è quello dello spreco: anche se non è mai stata effettuata una rilevazione strutturata, secondo le stime esistenti, il 30% dei 400 milioni di pasti serviti annualmente nelle scuole italiane viene buttato.
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