Dai robot intelligenti che monitorano in tempo reale la salute delle colture in serra (Agrisky, Roma) alle nanocapsule biodegradabili che rendono più efficaci i biopesticidi (Altered Materials, Torino), dai sistemi di guida autonoma e robotizzazione “plug & play” per trattori e macchinari agricoli (Anostra, L’Aquila) agli ingredienti ottenuti dalla fermentazione che riducono gli zuccheri negli alimenti senza alterarne gusto e consistenza (Looops, Bolzano). Ed ancora dalle piattaforme basate sull’intelligenza artificiale per sviluppare antiossidanti su misura (Migma, fondata negli Stati Uniti), agli strumenti che integrano dati e servizi finanziari per gli allevamenti (MooNitoring, fondata negli Stati Uniti con sede operativa in Veneto), fino alle tecnologie innovative in grado di tagliare fino all’80% dei grassi saturi nei prodotti alimentari (NewOil Technologies, Torino). Ecco le innovazioni sviluppate dalle sette startup ad alto potenziale tecnologico presentate, nei giorni scorsi, al Demo Day di Verona, identificate tra 225 candidature, il numero più alto nella storia di FoodSeed, l’acceleratore Foodtech della Rete Nazionale Acceleratori di Cdp Venture Capital Sgr, edizione n. 4, promosso e co-investito da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures.
Per queste 7 realtà, 5 italiane e 2 statunitensi, FoodSeed 2026 prevede un investimento iniziale complessivo di 1,75 milioni di euro, pari a 250.000 euro per startup, a sostegno di soluzioni pensate per affrontare alcune delle sfide più urgenti della filiera agroalimentare, dalla produzione agricola alla gestione degli allevamenti, fino allo sviluppo di nuovi ingredienti e al miglioramento della conservazione degli alimenti.
Un percorso che conferma la crescita dell’acceleratore, che, nei suoi quattro anni di attività in Italia, ha valutato complessivamente 713 progetti e accelerato 28 startup. Numeri che testimoniano un modello capace di attrarre sempre più interesse anche oltre i confini nazionali: nell’ultima Call4Startups, infatti, il 49% delle candidature è arrivato dall’estero, in aumento del +15,9% sul ciclo precedente, con una crescente partecipazione da hub emergenti dell’Africa e del Sud America. L’edizione n. 4 evidenzia inoltre un’evoluzione, seppur graduale, sul fronte della presenza femminile: il 38% delle startup candidate conta almeno una founder donna, contro il 35% della precedente edizione, mentre tra le sette selezionate tre possono contare sulla presenza di almeno una fondatrice. Novità rilevanti arrivano anche sul piano finanziario.
Grazie alla dotazione complessiva di 15 milioni di euro messa a disposizione dalla Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, FoodSeed 2026 aumenta infatti l’investimento iniziale destinato a ciascuna startup selezionata a 250.000 euro, rispetto ai 170.000 euro delle passate edizioni, prevedendo inoltre possibili follow-on fino a 500.000 euro per le realtà più promettenti. Una scelta che si inserisce in un percorso già consolidato: le prime 21 startup “accelerate” nei cicli precedenti hanno raccolto oltre 20 milioni di euro tra investimenti ottenuti durante e dopo il programma e hanno attivato più di 60 accordi commerciali e industriali con i principali operatori del settore. Al rafforzamento delle risorse economiche si affianca poi il consolidamento dell’ecosistema dell’innovazione agroalimentare, sviluppato sul territorio attraverso l’Italia Agrifood Innovation Hub (Itaih), l’incubatore nazionale che lavora in stretta sinergia con FoodSeed. Una collaborazione che trova conferma proprio nell’edizione 2026. Le realtà intercettate nelle fasi iniziali di sviluppo possono così proseguire il proprio percorso lungo una filiera strutturata che accompagna i progetti dall’incubazione all’accelerazione industriale, favorendone l’accesso al mercato e l’integrazione con le grandi aziende dell’agroalimentare.
“FoodSeed ha generato un impatto tangibile nell’evoluzione dell’AgriFoodTech italiano, contribuendo ad accelerare la trasformazione sostenibile della filiera agroalimentare. In questi anni ha creato connessioni virtuose tra ricerca, impresa e innovazione e favorito la nascita di un ecosistema in cui tutti gli attori della filiera collaborano per sostenere la crescita del settore - dichiara Stefano Molino, responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital - siamo particolarmente soddisfatti delle imprese selezionate in questa quarta edizione. Tra i segnali più positivi emerge il progressivo ampliamento della partecipazione femminile all’interno dell’ecosistema, un segnale incoraggiante che riflette l’evoluzione del panorama dell’innovazione agroalimentare e il progressivo sviluppo del settore”. “Il valore di FoodSeed si misura nella capacità di trasformare l’innovazione in opportunità concrete per le imprese e i territori. In quattro anni abbiamo contribuito a costruire un ecosistema nelle tecnologie agroalimentari che mette in relazione ricerca, startup, industria e capitali - commenta Bruno Giordano, presidente Fondazione Cariverona - creando le condizioni perché le idee più promettenti possano svilupparsi e competere sul mercato. I risultati raggiunti confermano la validità di questo approccio: non si tratta soltanto di sostenere nuove iniziative imprenditoriali, ma di rafforzare una filiera strategica per il nostro Paese, accompagnandone la transizione verso modelli più sostenibili e competitivi. È in questa prospettiva che Fondazione Cariverona interpreta il proprio ruolo: attivare alleanze, condividere il rischio dell’innovazione e generare ricadute durature in termini di sviluppo, competenze e occupazione. Perché la vera sfida è fare in modo che il progresso tecnologico si traduca in valore economico e sociale per le nostre comunità”.
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