Dove la ristorazione tradizionale punta principalmente sull’offerta gastronomica, quella cooperativa aggiunge una dimensione ulteriore: genera inclusione, crea opportunità di lavoro, valorizza i territori, rafforza i legami sociali e promuove modelli di sviluppo sostenibili. È un approccio che unisce qualità dell’accoglienza e responsabilità verso le persone e l’ambiente, dando vita a luoghi in cui il cibo diventa strumento di partecipazione e crescita collettiva. Ne sono un esempio l’Osteria Il Mangiabottoni di Verona, ristorante sociale nato dall’esperienza della cooperativa veronese L’Officina dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici (Aias), impegnata da oltre 25 anni nell’accompagnamento di persone con disabilità, anche grave, e delle loro famiglie, e l’Osteria Sociale Strapazzato di Albano Laziale (Roma), nata dall’esperienza della cooperativa sociale Sorriso per Tutti, attiva dal 1993 nella promozione di percorsi rivolti a persone con disabilità, disagio psichico e fragilità sociali. E che sono tra le 203 realtà censite nella nuova edizione de “Il Gusto della Cooperazione” 2026, edizione n. 3 della guida edita da La Pecora Nera e dedicata alla ristorazione cooperativa da Confcooperative, che si arricchisce di nuove esperienze gestite da cooperative e raccoglie ristoranti in tutte le 20 regioni italiane.
“Raccontiamo un’esperienza unica nel panorama della ristorazione italiana: quella dei ristoranti gestiti da cooperative che ogni giorno uniscono al buon cibo, qualità dell’accoglienza, valore sociale, radicamento territoriale e sostenibilità”, spiega il presidente Confcooperative Maurizio Gardini, sottolineando “come il buon cibo possa diventare anche un generatore di valore sociale”.
Per Fabiola Di Loreto, dg Confcooperative, “è la testimonianza di una progettualità che continua a generare opportunità, inclusione e sviluppo e che non rappresenta solo un’attività economica. I ristoranti cooperativi sono, infatti, luoghi dove la tradizione gastronomica incontra l’innovazione sociale, dove la qualità dell’offerta si accompagna alla responsabilità verso le persone e l’ambiente. Il libro è pieno di testimonianze di comunità che si organizzano, territori che valorizzano le proprie risorse, persone che costruiscono occasioni di lavoro e di autonomia, spesso coinvolgendo soggetti fragili o a rischio di esclusione. È la storia di centinaia di imprese che, attraverso il cibo e la convivialità, producono valore condiviso e rafforzano i legami sociali”.
Secondo Gardini, “la pubblicazione non è soltanto una raccolta di indirizzi da visitare, ma un viaggio dentro uno dei volti più significativi dell’Italia cooperativa, fondata su imprenditorialità, partecipazione e solidarietà”.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026




























































































































































































