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ATTUALITÀ

Cyber-attacchi nei supermercati in 6 Paesi d’Europa: nel mirino la filiera alimentare

Dopo la Francia un nuovo sabotaggio dei sistemi di refrigerazione in centinaia di punti vendita, con tonnellate di cibo da distruggere
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Dopo la Francia altri Paesi europei nel mirino di cyberattacchi

Sono Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi, Finlandia e Lussemburgo i Paesi s vittime di un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione di importanti catene di supermercati. Una situazione che, in poche ore, ha costretto centinaia di punti vendita in Europa a chiudere temporaneamente e a gettare nei rifiuti tonnellate di cibo, con pesanti ripercussioni economiche. Uno scenario che ricorda da vicino quanto avvenuto poche settimane fa nelle catene della grande distribuzione in Francia, che ebbe ripercussioni anche in Belgio e nei Paesi Bassi. Questo tipo di sabotaggio è particolarmente insidioso, perché colpisce direttamente i cittadini di ogni estrazione sociale, trasformando il cibo in uno strumento di conflitto e tensione sociale. Secondo un portavoce dell’Unione Europea “i cyberattacchi ai freezer dimostrano che le conseguenze sono reali. Questi attacchi possono interrompere i servizi, avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini”.
In dettaglio, in Belgio risultano colpiti una quarantina di punti vendita Delhaize, dove anche Carrefour denuncia sabotaggi in 15 negozi. Anche le catene Colruyt e Intermarché, già nel mirino poche settimane fa, hanno subito problemi tecnici.
In Lussemburgo i danni risultano limitati ad alcuni punti vendita Delhaize. In Svezia, tra i primi Paesi a lanciare l'allarme questa mattina, è stata colpita la Gdo Ica, una delle maggiori catene del Paese, con circa il 33% della quota di mercato. L’azienda ha denunciato che diverse filiali sono state bersaglio di un attacco informatico durante la notte, con la conseguente regolazione da remoto di frigoriferi e congelatori fino a 50 gradi centigradi. Secondo le informazioni fornite al quotidiano svedese Aftonbladet, sono state coinvolte anche diverse strutture della catena Coop. In Irlanda risultano compromessi i sistemi di 13 supermercati SuperValu. Nei Paesi Bassi invece non sarebbero stati colpiti i grandi marchi della distribuzione, ma soprattutto piccole aziende e negozi di quartiere. Anche l’Estonia risulta tra le vittime delle manomissioni ai frigoriferi da remoto, insieme alla Finlandia, dove in alcuni negozi K-store sono state riscontrate anomalie di temperatura negli impianti di refrigerazione.
“L’Ue - spiega un portavoce dell’Unione Europea - dispone di diversi strumenti per rispondere a tali incidenti. Ad esempio, ci affidiamo a Cyclone per il coordinamento e la condivisione delle informazioni, poiché diversi Stati membri sono stati colpiti. La Commissione continuerà poi a collaborare con gli Stati membri per rafforzare la sicurezza informatica in tutta l'Unione, anche nell’ambito del Cyber Resilience Act, del Cyber Solidarity Act e della direttiva NIS2”.
Negli ultimi anni la grande distribuzione organizzata è diventata un obiettivo sempre più frequente per gruppi criminali e attori ostili, consapevoli dell’impatto immediato che un blocco delle forniture alimentari può avere sulla popolazione. Già in precedenza alcune catene europee erano state costrette a sospendere temporaneamente vendite online, pagamenti elettronici e attività logistiche a causa di intrusioni nei sistemi informatici. La novità degli attacchi più recenti è però il passaggio dalla compromissione dei dati all’alterazione di infrastrutture fisiche, dai magazzini ai sistemi di refrigerazione. Un'evoluzione che alimenta i timori per la sicurezza delle filiere alimentari europee e per la protezione delle infrastrutture critiche civili.

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