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GUIDA

A Elisabetta Fagiuoli, Ceretto e Federico Stroppolatini i tre Premi Speciali “Slow Wine 2021”

Dalla presentazione a Milano, il Premio alla Carriera, alla Viticoltura Sostenibile ed al Giovane Vignaiolo

Ad Elisabetta Fagiuoli, vignaiola controcorrente e biologica della prima ora, che ha scritto con Montenidoli pagine fondamentali nella storia della Vernaccia di San Gimignano e, più in generale, del vino toscano, il Premio alla Carriera; alla famiglia Ceretto, griffe del Barolo, che, dal 2010, attraverso il mutamento delle tecniche agronomiche, ha convertito gli oltre 100 ettari di vigneti in Langa in regime biologico certificato, e dal 2018 in conduzione biodinamica, senza mai abbandonare il rapporto profondo con la cultura, il Premio per la Viticoltura Sostenibile; a Federico Stroppolatini della cantina Stroppolatini di Cividale del Friuli, che nel 2015 ha abbandonato gli studi in ingegneria, caricandosi sulle spalle la gestione dell’azienda di famiglia, imprimendo una svolta chiara in nome della sostenibilità e della qualità senza compromessi, con una particolare attenzione anche a vitigni meno conosciuti, come il Tocai Giallo, il Premio al Giovane Vignaiolo: ecco i Premi Slow Wine, assegnati oggi alla “Milano Wine Week” 2021, nella presentazione della “Guida Slow Wine” 2021 (qui tutti i premiati).
“Dopo l’edizione straordinaria del 2020, in cui abbiamo realizzato la nostra guida senza poter visitare le vigne e le cantine, siamo tornati a una certa normalità, facendo però tesoro di quanto abbiamo imparato durante la pandemia. E così, accanto al ritorno delle visite in azienda, realizzate grazie alla straordinaria rete di oltre 200 collaboratori sparsi in tutta Italia, e alle Chiocciole assegnate alle migliori cantine secondo Slow Food, arriva la novità dei video: 485 contributi realizzati dagli stessi collaboratori su altrettante cantine, un terzo delle aziende recensite, accessibili direttamente dalla guida tramite QRCode, che consentono di vedere il produttore mentre lavora nella sua vigna, di ascoltarne le parole, di capire quale carattere ha trasmesso ai suoi vini”, raccontano Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, curatori di Slow Wine di Slow Food.

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