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Addio a Gianmarco Moratti, uno dei più grandi imprenditori del Belpaese. Una vita tra petrolio, amore per il vino, con il Castello di Cigognola in Oltrepò Pavese, e attenzione per gli altri. A WineNews il ricordo di Riccardo Cotarella

Italia
Gianmarco e Letizia Moratti, tra i filari del castello di Cigognola

Addio a Gianmarco Moratti, uno dei più grandi imprenditori del Belpaese, una vita tra petrolio, amore per il vino e attenzione per gli altri. Aveva 81 anni, spesi tra l’azienda di famiglia, la Saras, uno dei principali gruppi del petrolio del Belpaese, di cui è stato presidente fino alla delle quote personali ai russi di Rosneft, l’attenzione per gli altri, con il sostegno fondamentale all’attività di San Patrignano, la comunità di recupero per ragazzi tossicodipendenti fondata dall’amico Vincenzo Muccioli, ed il mondo del vino, l’ultima delle sue grandi passioni.

Era il 2005 quando Gianmarco Moratti, riallacciando i fili della storia della moglie Letizia, già Ministra dell’Istruzione e sindaca di Milano, decise di acquistare il Castello di Cigognola, perla enoica ed architettonica dell’Oltrepò Pavese, di cui era proprietario proprio il padre di Letizia, al secolo Brichetto, che se ne era disfatto negli anni Sessanta: il castello durante la seconda Guerra Mondiale fu occupato dai nazisti, Virgilio Brichetto, padre di Letizia, fu internato a Dachau dalla Gestapo, e da allora smise di amare un luogo che, dopo decenni, Gianmarco Moratti ha deciso di “regalare” alla moglie, puntando su un progetto enologico di assoluto valore, guidato dalla mano prestigiosa di Riccardo Cotarella, il presidente di Assoenologi, che a WineNews affida il proprio ricordo commosso. “Di Gianmarco Moratti - racconta Riccardo Cotarella - vorrei sottolineare il fatto che sia stato tra i più grandi imprenditori d’Italia, ma anche un grande produttore, capace di rilanciare con il suo lavoro un territorio come quello dell’Oltrepò, e un benefattore, con tutto quello che ha fatto a San Patrignano. Di lui mi resta l’immagine viva di un amico, a cui ho voluto molto bene e che so avermi voluto altrettanto bene”.

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