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IERI, IN PRIMA SERATA SU RAI 1

All’Arena di Verona in mondovisione il brindisi più grande di sempre all’Italia dei Patrimoni Unesco

Tra la lirica, la canzone napoletana, la cucina italiana, il Prosecco Docg e la convivialità, “Italia loves Unesco” ha celebrato la bellezza italiana

Quando l’Italia fa l’Italia per raccontarsi al mondo celebrando la sua “grande bellezza”, classica e contemporanea, e che nasce, si conserva e si tramanda, ieri come oggi, attraverso la cultura, della quale la lirica e la canzone napoletana, la cucina italiana con il vino che l’accompagna, sono un simbolo, il nostro Belpaese, vince. E così è stato, sulle note di “libiamo nei lieti calici” de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, quando 500 droni si sono alzati nel cielo sopra l’Arena di Verona per illuminarlo con la scritta “In alto i calici” e dare il via ad uno dei brindisi più teatrali e grandi di sempre grazie ad oltre 10.000 calici. E questo, con scenografie e costumi bellissimi che hanno fatto la storia del teatro italiano, e una regia che ha curato ogni particolare, è andato in scena, ieri, in prima serata in diretta su Rai 1 e in eurovisione, con “Campioni del Mondo - Italia loves Unesco”, lo spettacolo condotto da Milly Carlucci e Paolo Belli, realizzato da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Rai Cultura ed i Ministeri della Cultura, dell’Agricoltura, del Turismo, degli Affari Esteri e dello Sport e i Giovani, per lanciare la candidatura Unesco della canzone napoletana classica e celebrare il primato mondiale dell’Italia per numero di Patrimoni dell’Umanità, ben 61, tra i quali l’arte del canto lirico e la cucina italiana, per la prima volta ufficialmente insieme. Nei calici degli spettatori dell’Arena - tra cui anche 100 delegati Unesco arrivati da Parigi per l’occasione - uno dei simboli dell’Italia enoica: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, che nasce da quelle Colline vitate riconosciute Patrimonio Universale dell’Umanità, cuore storico del “fenomeno Prosecco”, nelle sue diverse declinazioni, e vino ufficiale scelto per celebrare “un evento senza precedenti” e mai visto in tv - da quasi 2 milioni di spettatori con il 14,9% di share - sancito da un brindisi virtuale fin dentro le case degli italiani, e fino a tarda sera, che ha unito il Paese con convivialità e condivisione, che sono poi le motivazioni principali dei riconoscimenti Immateriali e Culturali Unesco alla cultura italiana. 
La diretta televisiva si è alternata su un triplo set: quello dell’Arena di Verona, “tempio” mondiale della lirica, e simbolo della città scaligera Patrimonio Unesco - e “capitale” della Valpolicella dell’Amarone e, da oltre mezzo secolo, del vino italiano grazie a Vinitaly a Veronafiere - dove si sono alternati i tenori Francesco Meli che ha interpretato la “Tarantella” di Gioacchino Rossini, poi Yusif Eyvazov con “Nessun Dorma” di Giacomo Puccini, Vittorio Grigolo con “Una Furtiva Lagrima” e “E Lucevan le Stelle”, Eleonora Buratto con “Vissi d’Amore”, Maria Agresta con “Un Bel Dì Vedremo”, Mihai Damian con “Largo al factotum”, Plácido Domingo con “No puede ser”, il Coro dell’Arena di Verona con “Va pensiero” e Mattia Olivieri e Alessio Arduini con “Già la mensa è preparata”, ma anche la “Sacerdotessa del rock” Patti Smith, grande appassionata dell’opera italiana, che si è esibita in una versione sinfonica della sua hit mondiale “Because the night”, scritta con Bruce Springsteen. Assieme agli ambasciatori della musica napoletana: con Massimo Ranieri che ha cantato “Te Voglio Bene Assaje” al Teatro Filarmonico di Verona, Gianni Morandi con “Caruso”, Gigi D’Alessio con “O’ Surdato Innamorato”, Serena Rossi con “Era de maggio” e Sal Da Vinci che prima ha cantato “Tu ca nun chiagne” e poi ha chiuso con “Per sempre sì”, il brano che lo ha incoronato vincitore del Festival di Sanremo 2026, e nel corso del quale, durante l’esibizione, 300 ragazzi degli istituti alberghieri di Verona hanno versato il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nei calici degli spettatori. Poi, sulle note de “La Traviata” di Giuseppe Verdi interpretata da Yusif Eyvazov e Martina Russomanno, 500 droni si sono alzati in cielo fino a formare la scritta “Verona e Vinitaly” seguita poi da “In alto i calici” che ha dato il via al brindisi al quale hanno partecipato anche il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Nel frattempo, nell’altro set fuori dall’Anfiteatro, in Piazza Bra, Paolo Belli è stato per tutta la sera “al pass”, proprio come in cucina, nel guidare il pubblico alla preparazione di una “cena italiana sotto il cielo” per 661 ipotetici ospiti, a rimarcare i 61 Patrimoni Immateriali dell’Umanità Unesco presenti in Italia. Prima l’illuminazione della piazza e l’entrata in scena dei banchi del mercato contadino, tra i quali il cuoco contadino Diego Scaramuzza, che semina e pianta, raccoglie e cucina, ha ricordato come la biodiversità e la sostenibilità siano alla base della Dieta Mediterranea, anchessa Patrimonio Unesco, come la Cucina Italiana del cui valore ha parlato Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista “La Cucina Italiana” e presidente Comitato promotore della candidatura, sono state aperte forme di Parmigiano Reggiano e Grano Padano, quindi, sempre a ritmo di musica classica l’apparecchiatura della tavola da parte degli allievi delle scuole di ballo di Verona, e la tiratura in diretta di una sfoglia fatta a mano per realizzare la pasta fresca. Ma a salire sul palco dell’Anfiteatro, oltre a cantanti e tenori, sono stati anche gli chef stellati Carlo Cracco, Massimo Bottura e Giancarlo Perbellini al quale Milly Carlucci ha chiesto un aggettivo per descrivere la Cucina Italiana Patrimonio Unesco, del quale il vino è il compagno più fedele: Cracco ha scelto “convivialità”, Bottura ha detto “condivisione” (“la cucina italiana non è un ricettario, ma un gesto d’amore”), mentre Perbellini ha parlato di “varietà”, ovvero della biodiversità dell’agroalimentare italiano.
Fino all’annuncio finale: “Campioni del Mondo - Italia Loves Unesco” nel 2027 a Roma darà il nome ad una grande esposizione di tutti i Patrimoni dell’Umanità Unesco del Belpaese.

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