La conferma che il connubio tra vino e cultura, ed il mix di luoghi in cui si vivono e si respirano la storia e la convivialità, per parlare al grande pubblico, è vincente. Ma anche che un “festival” del vino diffuso ed itinerante in Italia, con un cappello forte come quello di Veronafiere/Vinitaly, rivolto ai consumatori e non solo agli operatori o ai super appassionati, è ormai un format di successo, replicabile ed esportabile. A raccontarlo, è “Vinitaly and the City - Calabria in Wine” n. 3, che si è chiuso, ieri, al Parco Archeologico di Sibari, in Calabria (e con il “Pinot Grigio Doc delle Venezie” come “Official Wine”), con la partecipazione, tra gli altri, del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ma, soprattutto, di 30.000 visitatori (contro i 25.000 del 2025) e 110 aziende, tra vino e spirits, oltre a 12 collettive. E con già un “bis” in programma l’8 e il 9 agosto, sul Lungomare di Reggio Calabria, il “chilometro più bello di Italia”.
“Ci attende questa sfida - ha detto, a WineNews, il presidente Veronafiere, Federico Bricolo - una sfida che vogliamo vincere, ma siamo convinti che un posto così bello davvero si presti ad un’iniziativa di questo tipo. Comunque, già quello che abbiamo fatto a Sibari è qualcosa di unico, un evento che ha avuto grande risalto a livello nazionale e sta dimostrando come le capacità organizzative della Regione Calabria, assieme a tutto lo staff di Vinitaly, danno il risultato di un evento di altissimo livello”. E con due tappe di “Vinitaly and the City” già programmate quest’anno, verrebbe da pensare che Veronafiere e la Regione Calabria stiano pensando a mettere in campo il tris, in qualche altra località della punta dello Stivale, ma il presidente Bricolo ha aggiunto, sempre a WineNews, “che un ampliamento al momento non è allo studio, anche se tutto è possibile”. Invece, quel che è certo è che ci sono altre regioni, con il Molise in pole position, a bussare alla porta di Veronafiere per ospitare l’evento, considerato un ottimo biglietto da visita per l’enogastronomia e il turismo sul territorio. Da rilevare l’impeccabile l’organizzazione che la Regione Calabria e il suo braccio operativo Arsac (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese) hanno messo in campo nell’area archeologica di Sibari, diretta da Filippo Demma con le tre aree food a disposizione, e i vari palchi da cui sono stati proposti al pubblico approfondimenti culturali, masterclass ed eventi musicali. “Noi non siamo una Regione paragonabile ad altre in termini di bottiglie prodotte, ma abbiamo voluto investire in questo ambito perché investendo sulle cantine abbiamo investito sulla conoscenza del territorio. Le cantine raccontano il territorio, sono uno straordinario veicolo di marketing territoriale”, ha sottolineato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.
Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, negli interventi, hanno evidenziato come il Parco Archeologico di Sibari rappresenti veramente il luogo ideale per una manifestazione dedicata al vino e alle produzioni del territorio. “La combinazione perfetta è esattamente “Vinitaly and the City”, in cui la storia, l’antichità e il vino convivono in un sito archeologico così importante”, ha spiegato il Ministro della Cultura, Giuli. Che ha anche sottolineato, a WineNews, il forte legame che unisce vino e archeologia: “essere in un luogo dove l’archeologia si apre alla vita sociale, e farlo con il vino, significa continuare con una grandissima, millenaria storia di convivialità che caratterizza la nostra gente”. Il Ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, si è complimentato con il presidente Occhiuto e con l’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, che ha avuto l’idea di portare Vinitaly in Calabria, “per l’ottimo lavoro svolto e la visibilità che stanno dando alla Regione in tutti gli eventi nazionali e internazionali. La Calabria finalmente si racconta in modo nuovo, ovvero si racconta per quello che è - ha sottolineato Lollobrigida - dal punto di vista culturale, economico, dal punto di vista degli imprenditori calabresi di saper rappresentare una terra che produce bene. Anche oggi ho visto tanti luoghi della Calabria - ha detto il Ministro, che ha visitato diverse aziende e cantine del territorio - che rappresentano il bene, il bello, il lavoro e la ricchezza che ne deriva”.
Cristina Latessa
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