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VINO E RICERCA

All’enologo italiano Roberto Cipresso il “Dottorato Honoris Causa” in Argentina, a Mendoza

Oggi all’Università Nazionale di Cuyo il riconoscimento per aver contribuito a spostare il focus della viticoltura argentina dal vitigno al territorio
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All’enologo italiano Roberto Cipresso il “Dottorato Honoris Causa” in Argentina, a Mendoza

Un enologo italiano sale in cattedra a Mendoza, uno dei territori del vino più celebri di Argentina e del mondo. Sarà Roberto Cipresso, tra le più celebri firme del vino italiano, a ricevere oggi, dall’Università Nazionale di Cuyo (Mendoza, Argentina), il “Dottorato Honoris Causa” dalla Facoltà di Scienze Agrarie per aver contribuito a scelte strategiche nazionali per la viticoltura di qualità. Per l’enologo di Montalcino, che, in questi giorni, è in Argentina per la vendemmia, e che oggi terrà una “lectio magistralis”, questo riconoscimento istituzionale, dopo quello dell’“Oscar del Vino” conferito dalla Fondazione italiana Sommelier (Fis) per i vini in zone di guerra con il progetto “Wine of silence”, “è un secondo applauso alla mia carriera. È affascinante - commenta, all’Agenzia Ansa, Roberto Cipresso - questo premio per aver contribuito allo storia dell’enologia argentina e al cambio di direzione del Paese latino verso i vini di territorio. Questa cosa, essendo stato anche un po’ una guida per diversi investimenti, mi riempie di orgoglio e di felicità. Chiude un po’ il cerchio di tante cose fatte in giro per il mondo che in qualche modo arrivano a un risultato riconosciuto”. Un lavoro, quello di Roberto Cipresso, che ha contribuito a spostare il focus della viticoltura argentina dal vitigno, Malbec in testa, al territorio. “Per decenni, l’enologia argentina è stata associata quasi esclusivamente alla potenza del Malbec. Il contributo di Roberto Cipresso è stato il “giro di boa” necessario per spostare il focus dal vitigno al luogo. Attraverso anni di zonazione e osservazione meticolosa, Cipresso - spiega una Nota - ha guidato produttori e critica verso una nuova consapevolezza: il Terroir come sintesi millenaria tra suolo, altitudine e memoria del paesaggio. Le sue analisi su micro-aree come La Consulta e Altamira sono oggi considerate i pilastri della geografia qualitativa argentina. Grazie a questo lavoro, i vini di Mendoza non competono più solo sulla concentrazione, ma sulla precisione chirurgica e sull’identità territoriale”.

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