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CONSORZIO TRENTINO

Cavit, bilancio 2017/2018 in crescita del +4,4% a 190,5 milioni di euro. Bene i mercati esteri

Crescono Europa Orientale, Nord America e Cina, ma anche l’horeca nel Belpaese. Lorenzo Libera eletto nuovo presidente
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Il bilancio 2017/2018 di Cavit

“Anche a fronte di uno scenario globale in forte fermento, la crescita rilevante della quota sul mercato interno e la buona tenuta delle esportazioni hanno consentito anche nell’ultimo esercizio di aumentare il valore dei conferimenti dei nostri soci e allo stesso tempo di consolidare una posizione finanziaria in ottima salute, tale da consentire ulteriori obiettivi di investimenti ed eventuali acquisizioni”. Così il dg Cavit (https://www.cavit.it/) Enrico Zanoni, commenta il bilancio 2017/2018 del consorzio trentino, che riunisce 13 cantine sociali del territorio, e rappresenta il 70% della produzione provinciale, grazie a 7.000 ettari vitati e 4.500 soci viticoltori. Cavit ha chiuso l’anno fiscale con un fatturato di 190,5 milioni di euro, in crescita del +4,4% sull’esercizio precedente (+7,9 milioni di euro).
In particolare, si registra una crescita importante delle vendite sul mercato nazionale (+14%)
, che oggi rappresenta il 21,8% del fatturato. Si rafforza il presidio del settore horeca, in linea con i consumi in aumento “fuori casa”, con un’offerta di vini e spumanti studiata ad hoc per la ristorazione e le enoteche. Si conferma l’ottimo andamento del settore della spumantistica, sia a metodo Charmat che Trentodoc, che testimonia il forte impegno aziendale al continuo miglioramento della qualità con l’eccellente performance di Altemasi Trentodoc (+38,5% sull’anno precedente). Sul fronte dei mercati esteri, che rappresentano per Cavit il 78% del fatturato, si rafforza la presenza distributiva che raggiunge ad oggi una cinquantina di Paesi diversi. Il Nord America si conferma il principale sbocco dei prodotti, con in testa gli Stati Uniti - dove Cavit si conferma il marchio di vino italiano più diffuso - e una significativa crescita sul mercato canadese.
Sul fronte europeo, in significativa crescita Benelux, Europa Orientale e Russia, mentre prosegue il consolidamento del recente ingresso nel mercato cinese, suggellato dall’accordo firmato da Cavit con il Gruppo COFCO, confermando l’opportunità di una crescita di lungo periodo in questo promettente mercato dai consumi di vino in crescita. Infine, ottimi riscontri anche per la controllata tedesca Kessler Sekt & Co KG. - azienda di riferimento in Germania nel segmento spumanti premium - che ha registrato una crescita del fatturato del 7%, superando gli 8 milioni di euro di fatturato.
Nell’anno continua il particolare impegno dedicato al tema della sostenibilità ambientale con il supporto offerto ai viticoltori dal Gruppo Viticolo Cavit per la gestione oculata dei vigneti riducendo al minimo i trattamenti e l’impiego di agrofarmaci per la protezione delle viti. In particolare, tutte le cantine associate Cavit hanno aderito alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) recependo il protocollo volontario per la produzione integrata e sostenibile. Per concludere, la lettura del bilancio di esercizio 2017/2018 di Cavit descrive un’azienda in ottima salute e solidamente capitalizzata, che ha rispettato gli obiettivi di crescita subordinati alla creazione di valore per i soci Viticoltori e al costante miglioramento della qualità del prodotto sempre nel rispetto del territorio.
L’altra novità riguarda invece la nuova presidenza, affidata a Lorenzo Libera, presidente della Cantina sociale di Avio e già vicepresidente di Cavit, che guiderà per i prossimi tre anni. “Continueremo il percorso intrapreso - ha detto Lorenzo Libera, nuovo presidente di Cavit- ma ci adopereremo per un più intenso coinvolgimento di tutte le cantine associate e della base sociale, recependo le esigenze e le problematiche di tutti affinché le decisioni importanti che impattano sulla gestione delle coltivazioni da parte di migliaia di viticoltori vengano prese di comune accordo e non imposte”. E continua: “Sin dal 2010, con il lancio del progetto PICA, noi di Cavit siamo stati pionieri nella viticoltura sostenibile, con un approccio sempre pragmatico e fattuale, rispettoso della varietà e delle specificità che contraddistinguono la realtà del Consorzio, sia per quanto riguarda il territorio che per quanto riguarda i viticoltori, in larga parte piccoli imprenditori. E’ in questo solco che vogliamo proseguire, affinché gli impegni per la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza degli operatori possano essere mantenuti in modo sostenibile”.

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