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NORMATIVA

Consorzi del vino, verso il decreto che recepisce il regolamento Ue del 2024

Funzioni ampliate tra enoturismo, gestione dell’offerta e “prezzi”. Dopo la sosta estiva, la discussione tra Ministero dell’Agricoltura e regioni
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I consorzi del vino italiano si preparano a vivere una fase nuova, in cui saranno chiamati a svolgere funzioni più ampie di adesso, in materia di “tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore, cura generale, vigilanza e gestione” delle denominazioni. Come prevede il “decreto consorzi” in fase di concertazione tra Ministero dell’Agricoltura, organizzazioni di filiera e regioni che recepirà il regolamento Ue 2024/1143, integrando anche alcuni aspetti previsti dal “Pacchetto Vino” approvato definitivamente ad inizio 2026, e che andrà, così, a sostituire quello del 2018 attualmente in vigore. Il testo attualmente proposto dal Ministero, che dovrebbe tener conto delle indicazioni e dei suggerimenti delle filiera rispetto alle prime versioni, da quanto apprende WineNews, dovrebbe essere discusso con le regioni dopo la pausa estiva, e solo allora si capirà di più sui tempi possibili di approvazione.
Certo è che, rispetto al vecchio decreto, c’è un ampliamento delle funzioni dei consorzi. Tra le novità più attese, come peraltro previsto dal Regolamento europeo stesso (che vale per tutti i prodotti Dop e Igp, non solo per quelli vinicoli), la possibilità, per i consorzi, di fornire degli indicatori in grado di orientare i prezzi dei prodotti tutelati, ovviamente non vincolanti. Ma anche la possibilità, per i consorzi, di sviluppare “servizi enoturistici” nella denominazione interessata, e non solo. Oltre ad avere a disposizione più strumenti di gestione dell’offerta, e la possibilità di svolgere “azioni tese a prevenire o contrastare le eventuali misure o pratiche di commercializzazione legate a prodotti e/o servizi che pregiudichino o rischino di pregiudicare la reputazione, l’immagine o il valore della Ig in questione, comprese le pratiche commerciali che svalutano il prodotto e comportano l’abbassamento dei prezzi”.
Sperando in un iter di approvazione rapido e senza troppi passaggi, in modo che i consorzi chiamati a gestire le denominazioni abbiano a disposizione quanto prima un quadro normativo chiaro, allineato con le disposizioni europee, e con strumenti adatti a gestire meglio la fase delicata che anche il sistema del vino italiano, con le sue peculiarità, sta affrontando.

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