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SOLIDARIETÀ DIETRO LE SBARRE

Da Matteo Baronetto a Ivan Milani, grandi chef ai fornelli per i detenuti delle carceri italiane

L’occasione speciale è un “Pranzo d’Amore” 2018, in 13 Istituti penitenziari. A servire Nancy Brilli, Mariella Nava, Fabio Quagliarella e Max Laudadio
CARCERI, CHEF, NATALE, Italia
Baronetto cucinerà al carcere Le Vallette. Ph Alessandra Tinozzi

A Torino, al carcere Le Vallette, a cucinare per 150 detenuti sarà lo chef stellato Matteo Baronetto dello storico Ristorante Del Cambio. A Milano sarà invece Ivan Milani, chef de Al Pont de Ferr, a creare piatti per altrettanti detenuti nella Casa di Reclusione Opera. Ma ci sarà anche Anna Maria Palma, chef de “La Prova del Cuoco” su Rai1, che cucinerà per ben 350 carcerate (di cui 50 in cella) a Roma, nel carcere femminile di Rebibbia. L’occasione speciale e solidale è “L’Altra Cucina ... Per un Pranzo d’Amore” 2018, promossa per Natale da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS, il 18 dicembre in 13 Istituti penitenziari d’Italia, dove 2.000 persone, tra detenuti e detenute, familiari e volontari, condivideranno piatti “stellati” creati da cuochi d’eccezione e serviti da tanti testimonial del mondo dello spettacolo, della musica, del teatro, della tv, del giornalismo e dello sport - da Nancy Brilli a Mariella Nava, da Marco Capretti a Max Pieriboni, da Francesco Rizzuto a Max Laudadio, da Fabio Quagliarella a Alessandro Greco e la moglie Beatrice Bocci, passando per Francesca Fialdini - e grazie alla generosità di numerosi produttori che, dalla carne al pane, dalla pasta ai dolci, offriranno le loro prelibatezze gastronomiche.
Gli avvocati appassionati di cucina del Gruppo Toghe e Teglie, si cimenteranno ai fornelli a San Vittore a Milano per 170 carcerati e a Bologna per 100 detenuti. Sarà lo chef Alberto Peveraro invece a cucinare per 260 detenuti dell’Istituto penitenziario di Ivrea. A Massa Carrara tra le pentole ci sarà Roberto Antonioli, patron del ristorante Riccà, per 80 detenuti. A Eboli nei piatti di 40 carcerati sarà servita la maestrìa del giovane chef Gian Marco Carli, patron del ristorante Il Principe di Pompei. Per i 60 carcerati di Lanciano, ci sarà lo chef d’alta cucina Nicola Fossaceca. A Salerno sarà Giuseppe Iannotti, del ristorante Krèsios, a proporre il menù per 45 persone. Piero Pezzolla, chef della Tenuta Pinto, Medaglia d’oro alla Coppa del Mondo di Cucina in Lussemburgo, creerà un pranzo per 40 detenuti nel carcere minorile di Bari. A Palermo, per 350 carcerati, cucinerà Carmelo Criscione, chef del Petit Cafè Nobel. Giovanni Guarnieri, chef del Don Camillo, offrirà invece le sue prelibatezze a Siracusa per 60 carcerati.
“Con il “Pranzo d’Amore” intendiamo proporre una sfida per superare la cultura dello scarto, come afferma Papa Francesco, e “investire in umanità, a partire da quella considerata perdente - ha detto Salvatore Martinez, presidente del RnS - includere la misericordia a fianco alla giustizia e supplire alla carenza degli Ordinamenti vigenti, non è un compito solo dello Stato, ma è un dovere della società civile”.

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