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STORIE DI IMPRESA

Dall’Irpina al Vulture, da Bolgheri a Pompei: i 40 di progetti di Feudi di San Gregorio

Tra bilanci sul passato e visioni sul futuro, da condividere, le storia della realtà guidata da Antonio Capaldo, tra le gemme del vino italiano

Se quando si parla di vino si ricordano tradizioni millenarie, e quando si parla di Italia, in particolare, vengono in mente storie di famiglie plurisecolari, spesso ci si dimentica che gran parte del vino “moderno”, che ha portato il Belpaese ai vertici nel mondo, è tutto sommato giovane, come settore, con tante esperienze di successo nate a metà Anni Ottanta del Novecento, spesso come “reazione” complessiva al famigerato “scandalo del metanolo”. Correva l’anno 1986, infatti, quando è nata una delle realtà più importanti del vino di Campania e d’Italia, ovvero Feudi di San Gregorio, della famiglia Capaldo, oggi guidata da Antonio Capaldo. Che, nei giorni scorsi, ha celebrato i suoi primi 40 anni di attività, cogliendo l’occasione anche per una riflessione su quanto fatto, e quanto ancora da fare. Un “quarantesimo” per il quale, peraltro, Feudi si è regalata uno dei progetti più belli e significativi non solo della sua storia, ma di quel filone virtuoso che, in Italia più che altrove, lega vino e cultura, ovvero il progetto con il Parco di Pompei, area archeologica più famosa del Belpaese, e tra le più importanti al mondo, che nel 2025 ha superato 4 milioni di visitatori da ogni angolo del pianeta, dove il Gruppo Tenute Capaldo (in particolare proprio con le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco) realizzerà una vera e propria “vigna archeologica” che nel tempo supererà i 6 ettari, con vitigni autoctoni locali e su suoli intatti da oltre duemila anni, e la costruzione di un’azienda vitivinicola con ciclo produttivo completo ed a conduzione biologica, con strutture di vinificazione e affinamento, nel perimetro degli scavi, per tornare a produrre il “vino pompeiano”. Per un anniversario che non è un traguardo, ma un punto di partenza, spiega Feudi di San Gregorio che, “dal 1986, ha scelto di raccontare l’Irpinia, cuore verde della Campania, attraverso i suoi vitigni autoctoni - Greco, Fiano, Aglianico - con la convinzione che la curiosità sia la chiave per trasformare radici profonde in futuro”.
“In questi quarant’anni abbiamo imparato che il vino non è solo prodotto - racconta Antonio Capaldo, presidente dell’azienda - ma un vero e proprio linguaggio universale improntato alla bellezza che attraversa spazio e tempo: parla di paesaggi e di comunità, di terra e di esperienza, di gesti antichi e di sperimentazioni contemporanee. Coltiviamo oltre 300 ettari di vigneto, in più di 800 parcelle diverse, per custodire la biodiversità di un territorio che non smette mai di sorprenderci”.
In questo percorso, Feudi di San Gregorio ha esplorato nuove strade, dallo studio delle viti centenarie uniche al mondo, “i Patriarchi”, fino al progetto FeudiStudi, nato per raccontare il mosaico della viticoltura e dei suoli d’Irpinia. Questa esperienza vive oggi anche nel progetto che, nei prossimi anni, la cantina realizzerà, come detto, a Pompei dove, attraverso un partenariato pubblico-privato con il Parco Archeologico, è chiamata a dare vita ad un’azienda vitivinicola unica al mondo.
Le nostre etichette, ideate dal genio di Massimo e Lella Vignelli venticinque anni fa - continua Capaldo - raccontano la nostra convinzione che la bellezza del territorio, dell’azienda, del vino, sia un valore fondamentale da raccontare agli appassionati del vino, che condividono con noi la voglia di esplorare nuovi orizzonti. Per questo abbiamo pubblicato nel mese di novembre 2025 il libro “Lella e Massimo Vignelli e Feudi di San Gregorio” (curato dalla storica del design Domitilla Dardi) dedicato al rapporto tra noi e questi due grandi maestri e per celebrare la nostra ventennale amicizia e collaborazione con i Vignelli siamo diventati partner della mostra “Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity”, alla Triennale Milano dal 25 marzo al 6 settembre 2026”.
La cantina d’artista di Sorbo Serpico, firmata dall’architetto Hikaru Mori, è il cuore pulsante di Feudi di San Gregorio. Qui, accanto alla produzione, sorge Borgo San Gregorio, uno spazio di “decompressione” immerso nella natura incontaminata, pensato per accogliere ospiti e visitatori. È proprio in questa sede che si svolgeranno i principali festeggiamenti del quarantennale e sarà presentata la collezione d’arte costruita dal 2014 a oggi, frutto del progetto di sostegno alla Fondazione San Gennaro, di cui l’azienda è socio fondatore. “Il nostro impegno è continuare a raccontare l’Irpinia con curiosità e passione, costruendo ponti tra tradizione e innovazione. Crediamo che il vino sia cultura, bellezza e condivisione, e vogliamo che ogni bottiglia continui a parlare del nostro territorio al mondo intero”, aggiunge Antonio Capaldo.
Oggi Feudi di San Gregorio è anche Società Benefit, “perché la sostenibilità non è uno slogan, ma un impegno concreto e quotidiano verso l’ambiente e la comunità. Ogni scelta - dalla vigna all’etichetta, dal design all’energia rinnovabile - nasce dall’idea di costruire valore oggi pensando alle generazioni future”, spiega Feudi. Sottolineando come questa stessa visione ha guidato anche i progetti al di fuori dell’Irpinia (dallo spumante Dubl a Bolgheri, con Campo alle Comete, al Vulture, con Basilisco, e più recentemente a Ischia, con il progetto Costa delle Parracine, ndr) senza mai perdere di vista il principio guida: il vino come cultura, creatività e condivisione. “Un percorso fatto con spirito curioso e apertura al dialogo con menti creative, convinti che dal confronto possano nascere le scintille che costruiscono il futuro”.
Per celebrare questo anniversario insieme al proprio pubblico, Feudi di San Gregorio ha scelto di raccontare non solo la propria storia, ma la propria essenza più profonda: una personalità fatta di curiosità, immaginazione e coraggio. Nasce così la campagna pubblicitaria “Il Viaggio Meraviglioso”, on air sulle principali testate food, design e lifestyle, ideata da Studio Ruini e illustrata da Gaia Alari. Un viaggio immaginifico che celebra 40 anni di curiosità e restituisce, in forma narrativa, lo spirito che da sempre guida l’azienda. Nel 2026, mentre celebra i suoi 40 anni, Feudi di San Gregorio non guarda solo alla propria storia, ma soprattutto alla curiosità che l’ha condotta fin qui e che continua a spingerla verso nuove sfide e insieme a vignaioli, collaboratori, partner, amici e appassionati in Italia e nel mondo, è pronta a scrivere i prossimi capitoli della sua storia.

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