Dai piatti degli chef stellati alle cucine domestiche: i fiori eduli stanno entrando stabilmente nella dieta degli italiani, con un consumatore su quattro che li ha già acquistati o assaggiati almeno una volta. Emerge da una ricerca condotta da Assofloro, l’associazione di riferimento nazionale per la filiera del verde, del florovivaismo, del paesaggio e dell’ambiente, insieme alle Università di Napoli Federico II, Milano e Verona con la collaborazione di Coldiretti, al centro di un focus a Myplant & Garden, la maggiore fiera italiana del florovivaismo nei giorni scorsi a Fiera Milano Rho. Un mercato che nel nostro Paese vale circa 7 milioni di euro - una nicchia, ma parte di una Flower economy che complessivamente muove 3,3 miliardi - e rappresenta il 20% della produzione europea, con Puglia, Campania, Veneto, Toscana e Liguria come regioni leader. Sono circa 1.600 le tipologie di fiori eduli oggi catalogate: margherite, petunie, viole, begonie, calendule, rose, bocche di leone, gerani, nasturzi, primule e molte altre, tutte accomunate da un profilo nutrizionale sorprendente. Poveri di grassi e ricchi di fibre, vitamine (A, B, C, E), minerali, flavonoidi e carotenoidi, questi fiori si presentano come un alimento naturale, privo di coloranti e additivi, coltivato in filiera corta con tecniche biologiche o comunque senza fitosanitari. Secondo Coldiretti, l’esplosione del fenomeno è alimentata anche dalle trasmissioni televisive di cucina, dagli influencer del food, dalla ristorazione gourmet e dagli agriturismi, oltre che da esperienze turistiche legate alla cucina naturale. Nelle case vengono utilizzati crudi in insalate, piatti freddi, formaggi freschi, tartare o carpacci di pesce, mentre in pasticceria dominano come elemento decorativo. Nei ristoranti diventano invece ingredienti per salse, liquori, aromi, marmellate, essenze o oli aromatizzati. Le coltivazioni avvengono soprattutto in serra e fuori suolo, con irrigazione a goccia per non rovinare i petali, raccolta manuale da parte di personale specializzato, conservazione in luoghi freschi e distribuzione a pochi giorni dal taglio. Alcune aziende stanno inoltre ampliando il mercato grazie alla trasformazione del prodotto fresco in essiccato, favorendone esportazione e inserimento nella grande distribuzione.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026


















































































































































































