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IL PUNTO

Francia, la produzione 2023 sarà di 45 milioni di ettolitri. La vendemmia entra nel vivo

Nell’ultimo rapporto Agreste, le previsioni sulla raccolta d’Oltralpe: a Bordeaux la più problematica, la quantità “salva” lo Champagne
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La vendemmia in Francia entra nel vivo

Via via che la raccolta entra nel vivo, le stime della vendemmia 2023 si fanno più precise, in Italia come in Francia, dove gli ultimi dati di Agresteil servizio di statistica del Ministero dell’Agricoltura francese, aggiornati all’1 settembre, parlano di una produzione di vino stimata in 45 milioni di ettolitri, ossia il 2% in meno del 2022, ma leggermente superiore alla media degli ultimi cinque anni (+1%). La situazione nei diversi territori, però, è contrastante: a pesare negativamente sull’annata, infatti, ci sono gli attacchi di muffa a Bordeaux e nel Sud-Ovest e la siccità in Languedoc e Roussillon. Nel resto del Paese, le condizioni sono generalmente ottimali, al netto di qualche attacco di botrite palesatosi negli ultimi giorni, con alte temperature di fine estate che favoriscono un inizio anticipato della raccolta un po’ dappertutto.

Guardando ai singoli territori, a Bordeaux la Peronospora, virulenta all’inizio dell’estate soprattutto sul Merlot, non provoca più danni dalla fine di luglio, con le perdite che variano praticamente da un vigneto all’altro. Qui, i primi grappoli delle varietà a bacca bianca sono iniziati ad arrivare in cantina già dalla seconda metà di agosto, e si stima che la produzione sarà inferiore sia a quella del 2022 che al livello medio 2018-2022. Anche nel Sud-Ovest della Francia il combinato disposto di Peronospora, Oidio, Botrite e grandine fa presagire un calo della produzione rispetto allo scorso anno e alla media quinquennale, con i bianchi generalmente meno colpiti dei rossi.
In Champagne, dopo un inizio promettente, la situazione è andata peggiorando con l’arrivo della Botrite, che colpisce fino all’11% delle superfici, effetto comunque bilanciato (come abbiamo scritto qualche giorno fa qui) dal peso record dei grappoli arrivati in perfetta sanità alla vendemmia. Il potenziale produttivo, vicino a quello dell’anno scorso, dovrebbe essere superiore alla media degli ultimi cinque anni.
In Borgogna la raccolta inizierà a brevissimo, ed il potenziale è ancora promettente, con numerosi grappoli, nonostante la presenza di botrite in alcuni territori, con le grandinate che hanno colpito in maniera limitata e localizzata. Anche nel Beaujolais il potenziale è promettente, nonostante l’ondata di caldo e le grandinate, e la produzione nella regione Borgogna-Beaujolais dovrebbe quindi essere superiore sia a quella dell’anno scorso che alla media quinquennale.
Anche in Alsazia la raccolta è ormai alle porte, con gli attacchi dell’Oidio sotto controllo e rese soddisfacenti, per cui la produzione, anche qui, dovrebbe essere superiore a quella del 2022, seppure in leggero calo rispetto alla media 2018-2022. In Savoia, muffa e grandine hanno accompagnato l’inizio della raccolta, che dovrebbe ricalcare, quantitativamente, quella del 2022. In Giura, il raccolto sembra promettente in termini di volume per tutti i vitigni, significativamente superiore a quello del 2022 e alla media quinquennale.

Nella Valle della Loira, l’invaiatura ha eliminato il rischio legato alla Peronospora, che colpiva soprattutto i Cabernet. Contestualmente, però, è aumentata la pressione della Botrite. Nei vigneti della Loira, comunque, le condizioni sono globalmente favorevoli, le aspettative sono buone soprattutto per i vini bianchi, e dopo due anni di raccolti scarsi, la produzione dovrebbe superare quella dell’anno scorso e quella della media quinquennale.

Nello Charentes gli attacchi di muffa sono stati ben controllati dai vigneron, ed avranno quindi scarsi effetti sui volumi. La raccolta sarà anticipata, e dovrebbe iniziare a metà settembre, con un potenziale di produzione che dovrebbe essere superiore alla media quinquennale. In Languedoc e Roussillon gli acini sono più piccoli della media, specie nell’Hérault, sulla costa dell’Aude e ancora di più nei Pirenei Orientali, colpiti dalla siccità. Si salva la produzione del Gard, che ha beneficiato delle piogge all’inizio dell’estate, e nel complesso la produzione dovrebbe essere più bassa di quella del 2022 e della media quinquennale.
Nel Sud-Est, nonostante un’abbondante produzione di grappoli, è previsto un calo delle rese sul 2022 e sulla media quinquennale, a causa della muffa, della grandine, e poi delle ondate di caldo estivo, che hanno ridotto le potenzialità produttive. Infine, in Corsica la Peronospora e l’Oidio sono stati contenuti dopo gli attacchi di inizio estate, la fioritura è stata buona, il numero dei grappoli elevato, e l’isola ha beneficiato delle precipitazioni poco prima dell’estate, scongiurando la minaccia della siccità, e la produzione dovrebbe essere superiore sia a quella del 2022 che al livello medio degli ultimi cinque anni.

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