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Fresco e soprattutto semplice, il cibo che “pulisce” il corpo e ci fa stare bene

Plant based, integrali, naturali e non processati, queste le parole d’ordine per gli ingredienti da mettere tutti i giorni sulla tavola
ALIMENTAZIONE, DIETA, Igienismo, SALUTE, Non Solo Vino
L’igienismo alimentare privilegia cibi semplici e non processati, a base vegetale

É una teoria vecchia di quasi due secoli, ma in un’epoca dominata da cibi ultra-processati che creano dipendenza e provocano obesità e malattie, l’igienismo alimentare sembra essere l’uovo di Colombo: regime promosso da molti nutrizionisti, consiste nel mettere il più possibile sulla tavola ingredienti freschi, di stagione, naturali e plant based. Quindi via libera a frutta, verdura, legumi, cereali integrali e semi oleosi, che contengono vitamine, sali minerali, enzimi e fibre, ricchi di micro-nutrienti che ci fanno stare bene e che contribuiscono in maniera positiva al nostro microbioma, ovvero l’insieme di microrganismi che popolano l’intestino e che, secondo gli studi più recenti, è direttamente collegato al nostro cervello, influenzando così l’ umore.
Il movimento igienista è nato a inizio Ottocento negli Stati Uniti, ma si è diffuso soprattutto nei primi del Novecento grazie ad Herbert Shelton, naturapata e chiropratico, che sull’argomento scrisse molti libri e fondò addirittura una rivista e una scuola medica, in Texas. Shelton dette vita anche alla American Natural Hygiene Society (Anhs), che nel 1998 è diventata la National Health Association, che esiste tuttora e promuove uno stile di vita sano e un’alimentazione interamente basata su cibi vegetali.
Questo tipo di alimentazione, oltre a mantenerci in salute, ha la capacità di depurare il nostro corpo dall’interno, agendo sulle infiammazioni. Si tratta di un regime alla portata di tutti, perchè basato sulla semplicità degli ingredienti ma soprattutto delle preparazioni: il focus è che il cibo deve essere il meno elaborato possibile, conservando forma e e colori originari. Dunque nessuno stravolgimento o tecnica complicata, ma per esempio, per le verdure, semplici cotture al vapore. Ma l’igienismo non solo indica cosa è meglio mangiare, ma anche cosa è preferibile non mangiare: ovvero tutti quei cibi processati e industriali, pieni di grassi e zuccheri, che sono progettati in modo da dare dipendenza (basti pensare a certi aromi o esaltatori di sapidità) e di cui ormai si abusa, spesso per mancanza di tempo e voglia di cucinare. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal prodotti come patatine, gelati, biscotti, bibite e cereali zuccherati sono in grado di sviluppare una dipendenza in chi li assume tanto quanto nicotina, cocaina o eroina. E che una persona su 10 è dipendente al punto di “soddisfare i criteri per la diagnosi di disturbo da uso di sostanze”.
Ma stare bene senza fare rinunce è possibile, concentrandosi, magari poco per volta, su alimenti vivi, freschi e colorati, che non solo ci nutrono e ci saziano, ma ci depurano dall’interno.

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