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Furto di Brunello, da Roma arrivano a Montalcino i Ris per analisi biologiche e dattiloscopiche sul furgone della Tenuta Col d’Orcia che i ladri hanno usato per portare via il bottino, alla ricerca di impronte digitali per incastrare i colpevoli

Italia
I Ris in campo per il furto di bottiglie di Brunello nella Tenuta Col d’Orcia, a Montalcino

Da Roma arrivano i rinforzi per proseguire le indagini sul furto di bottiglie di Brunello nella Tenuta Col d’Orcia, a Montalcino. Proprio questa mattina, come si legge sul comunicato stampa dell’Arma dei Carabinieri di Montalcino, i Ris del corpo dei Carabinieri, specializzati in indagini scientifiche, hanno analizzato il furgone dell’azienda che i ladri hanno usato per portare via le quasi 1.000 bottiglie bordolesi di Brunello e Brunello Riserva Poggio al Vento che, la notte tra il 21 e il 22 gennaio, hanno sottratto dal punto vendita dell’Azienda di Sant’Angelo Scalo. Il furgone era stato poi ritrovato nei giorni successivi abbandonato e, ovviamente, vuoto. Il Conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della storica griffe del territorio e punto di riferimento della zona e non per la produzione “bio”, aveva raccontato a WineNews che tra le bottiglie sottratte c’erano anche delle “annate uniche, come la 1964, il Brunello protagonista del Grand Tasting di Barack Obama, ma anche la 1967, per non parlare del Poggio al Vento 1997, miglior vino dell’anno per il Gambero Rosso, o del Poggio al Vento 1999, premiato dall’Espresso. E ancora - ricorda il Conte Cinzano - le bottiglie del Poggio al Vento 1990, 1988, 1985, il Brunello 2013, il primo biologico, in uscita in questi giorni”.
I Ris sono così arrivati in soccorso per cercare, proprio sul furgone usato per il furto, tracce biologiche e dattiloscopiche, come impronte digitali, residui di saliva o capelli, insomma tutto quello che può aiutare a trovare i responsabili del furto.
Intanto, il corpo dei Carabinieri di Montalcino prosegue le indagini, seguendo la pista della correlazione tra l’ultimo furto e quelli dei mesi scorsi: le bottiglie del pregiato vino sottratte a Col d’Orcia si aggiungono a quelle sparite dalla cantina dell’Azienda ilcinese Cupano, che la mattina del 6 dicembre ha trovato 900 bottiglie in meno di Brunello e Brunello Riserva. Probabilmente, la matrice è la stessa, o comunque i furti sono fortemente collegate da un filo logico.

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