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VINO & SALUTE

Il dibattito sul vino deve essere più consapevole, con la conoscenza e il confronto con la scienza

È il contributo che vuole dare Signorvino, spiega il ceo Sandro Veronesi. Il medico neuroscienziato Giovanni Scapagnini: “superare le semplificazioni”

“Vogliamo offrire una prospettiva scientifica sul rapporto tra vino, salute e longevità, superando le semplificazioni che spesso caratterizzano questo dibattito. Il vino è un prodotto complesso, con una storia biologica e culturale millenaria, il cui ruolo va considerato all’interno dello stile di vita, delle abitudini alimentari e del contesto in cui viene consumato. La ricerca ci aiuta a comprendere meglio questi aspetti, ma anche a distinguere ciò che sappiamo da ciò che è ancora da approfondire. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza, mettendo al centro la conoscenza scientifica e l’importanza di scelte responsabili per il benessere e la qualità della vita”. Parole di Giovanni Scapagnini, medico, neuroscienziato e divulgatore scientifico - studia i meccanismi biologici dell’invecchiamento e il rapporto tra nutrizione, metabolismo, cervello e longevità - autore del volume “La via del vino. Un viaggio nella scienza del bere bene”, promosso da Signorvino e pubblicato con Mondadori (nelle librerie italiane nel gennaio 2027, e che uscirà in italiano e in inglese con il titolo “The Way of Wine. Science, history, and the art of drinking well”), e presentato, in anteprima, a Vinitaly.Usa, a New York, con un panel internazionale di scienziati. E con il quale, ha spiegato Federico Veronesi, ad Signorvino e Oniwines (che WineNews ha intervistato insieme al professore, direttamente nella Grande Mela), “vogliamo contribuire a un dibattito sul vino più consapevole, basato sulla conoscenza e sul confronto con la scienza. In un momento in cui il tema del vino e della salute è spesso affrontato in modo troppo semplice, crediamo sia importante offrire strumenti per comprendere meglio il suo ruolo nella cultura e nello stile di vita mediterraneo. La collaborazione con il professor Giovanni Scapagnini nasce proprio da questa volontà: promuovere una cultura del vino accessibile e inclusiva, che metta al centro la consapevolezza, la moderazione e il valore della convivialità. Con questo libro portiamo il nostro percorso oltre i confini italiani, aprendolo a un pubblico internazionale”.
Un dibattito pubblico, quello su vino e salute, spesso semplificato: slogan opposti ignorano la complessità biologica e culturale dello stile di vita mediterraneo. Signorvino, con il professor Giovanni Scapagnini, ha voluto un parere scientifico qualificato sul consumo di vino in uno stile di vita sano, al quale, nell’incontro voluto da Signorvino - la Grande Cantina Italiana fondata da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con quasi 50 punti vendita in Italia e due all’estero (Parigi e Praga) - a Vinitaly.Usa, nel programma di wine2wine Vinitaly Business Forum - New York, con il presidente Veronafiere Federico Bricolo, e Stevie Kim, Managing Partner Vinitaly, si sono aggiunti quelli di Aedin Cassidy, docente alla Queen’s University Belfast che, dal 1988, studia i polifenoli della dieta e l’effetto dei composti bioattivi delle piante, in particolare flavonoidi e antocianine, sulla salute cardiometabolica, dagli studi sui meccanismi biologici fino a quelli di intervento e di popolazione, e che, Fellow dell’American Heart Association, nel 2013 ha ricevuto il “Royal Society Wolfson Research Merit Award” e che collabora da anni con il Department of Nutrition della Harvard T.H. Chan School of Public Health; Immaculata De Vivo, docente di Medicina alla Harvard Medical School e di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, epidemiologa molecolare e genetica di fama internazionale, che studia il rapporto tra varianti genetiche, ambiente, stile di vita e rischio di tumore, in particolare dei tumori ormono-correlati, e si occupa di biologia dei telomeri, invecchiamento e prevenzione delle malattie croniche nel Nurses’ Health Study, ma che è anche Editor-in-Chief della rivista “Cancer Causes & Control” e, con Daniel Lumera, coautrice del bestseller “La biologia della gentilezza” (Mondadori), tradotto in inglese e in spagnolo; e di Felicity Carter, giornalista e consulente editoriale internazionale, considerata tra le massime esperte mondiali nel business e nell’analisi di mercato del settore del vino.
Il volume, in particolare, è il punto d’arrivo di un percorso iniziato due anni fa: nel 2025, in un periodo di incertezza e di calo dei consumi, aggravato dalle modifiche al Codice della Strada di fine 2024, Signorvino ha sentito la necessità di trasformare la paura e l’astensione in cultura e consumo consapevole. Di fronte a un clima generale di “demonizzazione del vino”, ha lanciato il concept “Il gusto di sentirsi bene” a Vinitaly 2025. La campagna ha sostituito il timore con un messaggio di moderazione fondato sulla cultura. Non solo ha difeso il valore del vino, ma ha creato conversazione, con contenuti virali che hanno sostenuto l’intero ecosistema di vendita, dal ristorante all’e-commerce. A supporto di questa visione, Signorvino ha coinvolto il professor Giovanni Scapagnini per ottenere un parere scientifico qualificato sul consumo di vino, e in particolare sul consumo moderato, in uno stile di vita sano e consapevole. Medico e ricercatore, professore ordinario di Nutrizione Clinica, Scapagnini dedica da anni la sua attività di ricerca e divulgazione ai meccanismi biologici dell’invecchiamento e alle strategie nutraceutiche per prolungare la healthspan, il periodo di vita in buona salute. È considerato tra i massimi esperti italiani di geroscienze nutrizionali, con un’attenzione particolare alla prevenzione, alla longevità e al ruolo delle nuove tecnologie a supporto del benessere. Da questa collaborazione è nata l’Accademia Internazionale del Bere in Salute (Aibs), presentata a Vinitaly 2026 al Ministero dell’Agricoltura con la conferenza “Vino e Longevità. Salute, cultura, convivialità e tendenze”. L’Accademia riunisce un comitato scientifico interdisciplinare di docenti italiani e internazionali, coordinato da Scapagnini (e dei quali abbiamo raccolto le voci). “La via del vino”, realizzato con Mondadori, è il passo successivo: porta il progetto davanti a un pubblico internazionale e gli dà ulteriore forza e autorevolezza. Ma, come spiegato dallo stesso Federico Veronesi (in una nostra intervista), nel futuro c’è la Fondazione per la ricerca su vino & benessere creata con le maggiori cantine italiane.
“La via del vino” - con l’introduzione di Federico Veronesi, e la prefazione dello chef stellato Carlo Cracco - racconta, infatti, il vino come un fenomeno biologico, storico e culturale. Il percorso parte da un lievito che 100 milioni di anni fa “inventò” la fermentazione e arriva ai centenari delle Zone Blu, passando per la prima cantina della storia, la chimica dei polifenoli e gli effetti sul cervello. La tesi del libro è che il vino non è “etanolo più confezione”: a fare la differenza sono cosa si beve, quanto e in quale contesto. Ma affronta anche i rischi con onestà, traducendo il rischio relativo in rischio assoluto e indicando il modello di consumo mediterraneo: ai pasti, distribuito nella settimana, senza eccessi.

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