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L’ALLARME

Italia del Gusto: “possibile impatto sui costi di filiera alimentare da crisi nel Golfo e in Iran”

Il Consorzio di imprese guidato da Giacomo Ponti: “fondamentale difendere la stabilità delle rotte e la continuità dell’export”
AGROALIMENTARE ITALIANO, Consorzio Italia del Gusto, EXPORT, GIACOMO PONTI, GOLFO PERSICO, Guerra, IRAN, MEDIO ORIENTE, MERCATI, STRETTO DI HORMUZ, Non Solo Vino
Giacomo Ponti, presidente Italia del Gusto (e Federvini)

“In questa fase è fondamentale monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica e le possibili ricadute sui flussi commerciali. Il Medio Oriente rappresenta un mercato dinamico e strategico per il made in Italy alimentare. È quindi essenziale garantire la continuità delle rotte logistiche e la stabilità delle catene di approvvigionamento, evitando che tensioni geopolitiche possano tradursi in ostacoli all’export e nella crescita dei costi per le imprese. Le aziende italiane dell’agroalimentare hanno costruito negli anni relazioni solide con i partner dell’area del Golfo. In uno scenario internazionale complesso è importante continuare a presidiare questi mercati e rafforzare il dialogo con istituzioni e operatori logistici, così da tutelare il valore delle esportazioni e la competitività del nostro sistema produttivo”. A dirlo Giacomo Ponti, presidente Consorzio Italia del Gusto - che mette insieme, oltre alla stessa Ponti e, per il vino, il Gruppo Terra Moretti della famiglia Moretti, alcuni dei brand più importanti dell’agroalimentare italiano, come Amadori, Amica Chips, Auricchio, Barilla, Bauli, Bonomelli, Caffè Borbone, Cannamela, Cirio, Gruppo Colussi, Delicius, Elah-Dufour, Fabbri, Filippo Berio, Medusa, Molino Spadoni, Novi, Noberasco, Orogel, PanPiuma, Parmalat, Parmareggio, Polenta Valsugana, Rana, Rio Mare, Riso Gallo, Rovagnati, Sammontana Italia, San Benedetto, Santa Rosa, Urbani Tartufi, Valfrutta, Valsoia e Vecchia Romagna - (e che è anche presidente Federvini, ndr), commentando le evoluzioni del conflitto in Medio Oriente, e le preoccupazioni arrivate dalla filiera agroalimentare già nei primi giorni della guerra in Iran.
Secondo Italia del Gusto, infatti, “l’escalation militare nel Golfo Persico e il riacutizzarsi delle tensioni con l’Iran stanno generando turbolenze sui mercati energetici e sulla logistica marittima internazionale. Queste dinamiche - ricorda il Consorzio - rischiano di produrre effetti indiretti anche sulle filiere agroalimentari e sugli scambi commerciali globali, con possibili ricadute anche sull’export del made in Italy alimentare”.
Lo Stretto di Hormuz, ricorda ancora Italia del Gusto, rappresenta, infatti, uno snodo fondamentale per l’economia mondiale: “attraverso questo passaggio transita una quota significativa dei flussi energetici e una parte rilevante del traffico marittimo internazionale. Un’eventuale destabilizzazione dell’area può tradursi in un aumento dei costi di trasporto, delle assicurazioni marittime e delle materie prime, oltre che dei costi energetici, con possibili ripercussioni anche sui prezzi dei beni alimentari e sulle catene di approvvigionamento. Inoltre, le prime segnalazioni dal mondo agricolo indicano già ritardi nelle consegne e cancellazioni di ordini verso alcuni mercati della regione, con navi cariche di prodotti freschi ferme nei porti o in attesa di poter raggiungere le destinazioni finali”.
Il Consorzio Italia del Gusto, conclude una nota, continuerà a monitorare l’evoluzione del contesto internazionale, auspicando una rapida de-escalation delle tensioni e il pieno ripristino delle condizioni di stabilità necessarie per il commercio globale e per la crescita delle imprese del settore agroalimentare.

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