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IL COMMENTO

Italia quarto Paese esportatore mondiale, grazie a Pmi e filiere eccellenti, alimentare in testa

Le riflessioni di Nicola Caputo, consigliere del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare

Nelle dimensioni, l’Italia è, tutto sommato, un Paese piccolo, rispetto a tanti altri del mondo. Eppure, grazie soprattutto ad una grande capacità di trasformare buone materie prime e grandi idee in prodotti eccellenti, soprattutto nei settori di agroalimentare, moda e design, mobili e arredamento, meccanica, e ad un tessuto fatto da reti di filiera e tante Pmi, oggi l’Italia è il “quarto Paese esportatore al mondo, davanti al Giappone. Un risultato che racconta una trasformazione profonda del nostro sistema produttivo. Negli ultimi dieci anni l’export italiano è cresciuto del 48%, più di Francia e Regno Unito. Una crescita fondata sul valore, non sui volumi”. A dirlo Nicola Caputo, consigliere per l’Internazionalizzazione della filiera agroalimentare e per le Politiche europee e internazionali di settore del Ministro degli Affari Esteri e vice Premier Antonio Tajani, che sottolinea come le filiere elencate siano quelle che più di altre “tengono insieme qualità, territori e capacità di stare sui mercati internazionali”.
E sull’agroalimentare, in particolare, spiega Nicola Caputo (che il settore lo conosce bene, anche per la sua passata esperienza di assessore all’Agricoltura della Regione Campania, ndr), “la leva decisiva è la valorizzazione delle filiere: produzione agricola, trasformazione, qualità certificata, logistica, promozione e accesso ai mercati devono muoversi in modo integrato. È questo approccio che consente alle imprese di crescere, rafforzare il posizionamento internazionale e difendere il valore dell’origine. Ed è proprio la forza delle filiere che rende possibile contrastare l’Italian Sounding. Perché dove l’imitazione trova spazio, l’originale, se organizzato, riconoscibile e presente, ha tutte le condizioni per affermarsi e scalzare il falso. Dobbiamo continuare ad esportare di più, con obiettivi chiari: 100 miliardi di euro di export agroalimentare e 700 miliardi di euro di export complessivo come traguardo di sistema-Paese”, aggiunge Caputo.
Risultati che, come spesso è stato ricordato, possono essere raggiunti solo con lo sforzo di un “Sistema-Paese” che, quando vuole, funziona, come ricordato, a WineNews, anche dal presidente Agenzia Ice, Matteo Zoppas. E nel quale, dice ancora Caputo, “è centrale l’azione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, guidato dal Ministro Antonio Tajani, che opera all’estero attraverso il coordinamento della rete di promozione economica e il ruolo attivo delle ambasciate, ma anche in Italia, con una riorganizzazione che rafforza la dimensione economica, mettendo l’internazionalizzazione e il sostegno alle imprese al centro dell’azione istituzionale”.

Fondamentale per far crescere ancora un successo “costruito dalla forza di migliaia di piccole e medie imprese italiane, radicate nei territori, specializzate, competitive nel mondo. L’Italia non è solo un Paese che esporta - conclude Caputo - è un Paese che costruisce valore lungo le filiere. Ed è da qui che passa la crescita, il lavoro e il futuro”.

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