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L’ANNIVERSARIO

La Legge di Orientamento che cambiò l’agricoltura: oggi sono 380.000 le aziende “multifunzionali”

Approvata il 18 maggio 2021, ha allargato i confini dell’attività agricola in Italia. Coldiretti: “un modello di innovazione europeo”
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La Legge di Orientamento ha rivoluzionato l’agricoltura italiana

Una delle spinte per l’innovazione dell’agricoltura italiana è arrivata con la multifunzionalità che, di fatto, ha ampliato gli orizzonti, non limitandola più alla semplice produzione agricola. Dal turismo (con il boom degli agriturismi) alla didattica, tanto per fare qualche esempio, l’agricoltura si è evoluta, differenziando le proprie entrate e rafforzando il legame con il territorio dove opera. Una svolta che può essere ricondotta con l’approvazione, il 18 maggio 2021, della Legge di Orientamento (all’epoca il Ministro dell’Agricoltura era Alfonso Pecoraro Scanio) che, secondo Coldiretti, “ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, allargando i confini dell’attività agricola alla multifunzionalità”. Tanto che il valore delle attività multifunzionali, tra connesse e di supporto, sottolinea Coldiretti su dati Istat, è aumentato di quasi due volte e mezzo, passando da 6,3 a circa 15 miliardi di euro e arrivando a rappresentare oltre un quinto del “Pil” agricolo totale.
Una svolta epocale che a 25 anni di distanza continua a produrre i suoi frutti, contribuendo in maniera determinante ai primati dell’agroalimentare made in Italy e al nuovo protagonismo degli agricoltori nella società. Le attività vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e altre categorie fragili, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili, oltre agli agriturismi che hanno reso l’Italia un punto di riferimento del turismo globale, a partire da quello esperienziale. A questi si aggiungono tutte le attività di supporto alle aziende agricole.
Ma l’agricoltura italiana, sempre secondo Coldiretti, è diventata un modello di innovazione anche a livello europeo dove vanta oggi la leadership essendo arrivata a rappresentare un quarto del valore totale delle attività connesse nella Ue, staccando di quasi 10 punti percentuali la Francia e di 12 punti percentuali l’Olanda. Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Istat e Ismea, le aziende agricole con attività multifunzionali sono 380.000: la voce più importante è quella rappresentata dalla vendita diretta dei prodotti aziendali (ad esempio in azienda, nei mercati contadini, on line) praticata da 270.000 aziende, davanti alla produzione di energia rinnovabile (circa 60.000) e all’agriturismo (oltre 26.000). Anche altre attività, pur con numeri più contenuti, hanno assunto un rilevante ruolo sociale: le 3.400 fattorie didattiche attive in Italia offrono laboratori ai bambini durante l’anno e l’estate, diventando servizi importanti per le famiglie; le 3.600 aziende agricole impegnate nella sistemazione di parchi e giardini, grazie alla Legge di Orientamento, provvedono anche alla manutenzione delle aree verdi comunali.
Per Coldiretti, la Legge di Orientamento “ha avuto un impatto profondo anche sul piano occupazionale, trasformando l’azienda agricola da semplice luogo di produzione a impresa multifunzionale capace di creare nuove professionalità e nuovi redditi nei territori rurali, ampliando le occasioni di lavoro, soprattutto per giovani e donne. La crescita di agriturismi, filiera corta, fattorie didattiche e agricoltura sociale ha generato nuove professioni nel mondo agricolo: addetti all’accoglienza, vendita diretta, comunicazione, servizi educativi e assistenziali, oltre a figure nei servizi ambientali, territoriali ed energetici legati alle rinnovabili agricole”.
Per il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, “grazie a questa legge oltre 50.000 aziende agricole hanno potuto sopravvivere, innovare e costruire nuove opportunità per i giovani nelle campagne. Ed è grazie a quella visione se oggi l’agricoltura italiana è leader in Europa nelle attività connesse e rappresenta un modello di qualità, biodiversità e sostenibilità riconosciuto nel mondo. La Legge di Orientamento, che abbiamo fortemente voluto, ha avviato una rivoluzione che ha cambiato per sempre il volto dell’agricoltura italiana, capace di restituire centralità agli agricoltori, riconoscendoli non come semplici produttori di materie prime, ma come protagonisti dell’economia reale, custodi dell’ambiente, garanti della qualità alimentare e della coesione sociale nei territori. Non si è trattato solo di una riforma agricola, ma di una scelta economica, sociale e politica che ha riportato valore all’origine e rafforzato il legame tra cibo, territorio e lavoro. A 25 anni di distanza, questa riforma resta una risposta attuale alle sfide del futuro, non solo sul piano economico, ma anche su quello democratico. Quando il cibo si concentra nelle mani di pochi gruppi si mette a rischio la sovranità alimentare; quando diventa anonimo, sintetico o ultra formulato rompe il legame tra terra, salute e lavoro. Per questo ogni azienda agricola è un presidio di libertà, ogni mercato contadino uno spazio di democrazia economica e ogni prodotto italiano una storia di lavoro e identità che nessun algoritmo può sostituire”.
Il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, ha affermato che “la Legge di Orientamento rappresenta uno spartiacque decisivo nel nuovo modo di fare agricoltura e oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti: un’agricoltura più forte, più moderna, più sostenibile e più vicina ai cittadini. La multifunzionalità rappresenta una delle più grandi opportunità costruite dall’agricoltura italiana negli ultimi decenni ed è il simbolo di un modello che unisce economia, ambiente e solidarietà. Parliamo di migliaia di esperienze diverse che hanno trasformato le campagne in luoghi vivi e dinamici: dagli agriturismi alle fattorie didattiche, dall’enoturismo agli agriasili, dallo street food agricolo all’agricoltura sociale, fino ai servizi di tutela ambientale e produzione di energie rinnovabili. La sfida è quella di continuare su questa strada rafforzando l’innovazione e la competitività delle imprese agricole. Le nuove tecnologie, dall’agricoltura di precisione all’uso dei droni, dai sistemi digitali di monitoraggio delle colture fino alle soluzioni basate sull’intelligenza dei dati, rappresentano strumenti fondamentali per aumentare efficienza, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la capacità produttiva. È questa la direzione che consente di rendere la multifunzionalità ancora più solida e di consolidare un modello agricolo sempre più sostenibile, moderno e in grado di rispondere alle sfide climatiche e di mercato dei prossimi anni”.

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