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La Nazione - Siena

Quel viaggio lungo 30 anni fra la ‘gente del Brunello’ ... Da uno dei primi casi di melting pot all’esplosione del mercato : ecco perché il ‘principe dei rossi’ è stato un esperimento unico in Italia...Il direttore e fondatore di WineNews, Alessandro Regoli Non è New York e conta meno di 6mila anime. Più o meno quanti ne può avere la Fifth Avenue. Ma Montalcino, grazie al suo tesoro, il Brunello, è stata per la Toscana e l’Italia uno dei primi esperimenti di melting pot e integrazione sociale. Dal 1992 a oggi ci hanno trovato casa e lavoro persone provenienti da 70 Paesi del mondo. Tanto che oggi la presenza degli stranieri è pari al 15,8% sul totale della popolazione di 5.784 abitanti: il doppio della media nazionale ferma all’8,4%. È una delle scoperte di WineNews, agenzia e testata giornalistica fondata e diretta da Alessandro Regoli che, in occasione di ‘Benvenuto Brunello’ ha presentato il suo studio sulla ‘Brunello economy’ commissionato dal Consorzio del Vino Brunello. Si tratta di un lavoro monumentale, primo nel suo genere. WineNews è montata sulla macchina del tempo fino a 30 anni fa, passando al setaccio anagrafe, territorio e catasto. "Ma soprattutto - spiega il direttore Alessandro Regoli - raccogliendo testimonianze orali e parlando con le persone che nell’arco di 30 anni hanno lavorato nel suo territorio, costruendo il distretto che, solo nel 1990, non esisteva. Questo processo di integrazione sociale ed economica è stato frutto di un mix di scelte politiche e d’impresa e di tante teste che hanno creduto e visto quale poteva essere il futuro di Montalcino". Della serie: senza testa e braccia in accordo, nulla sarebbe stato possibile. Ma cosa ha spinto le persone a vedere in Montalcino una nuova America? Lui, il Brunello. Secondo lo studio di WineNews grazie alla notorietà dei suoi vini, in quanto “polo” di attrazione occupazionale l’età media della popolazione oggi è attorno ai 50 anni. "Ma anche grazie - si legge - a fattori come uno stile di vita migliore: tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, gli addetti all’agricoltura erano dai 1.700 ai 1.800, compresi gli avventizi, secondo le stime 2020 del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, oggi gli addetti ‘diretti’ nei periodi di punta sono sui 5.000, con un tasso di disoccupazione che non arriva al 2%, in grado di assorbire anche gran parte della manodopera dei Comuni limitrofi". Roba da miracolo economico. "L’aspetto più bello, al di là dell’aspetto economico è proprio questo, l’integrazione armoniosa". E quell’integrazione vive nei numeri portati alla luce dal lavoro di WineNews: nel 1992 un ettaro di terreno vitato o vitabile di Brunello di Montalcino valeva 40 milioni di vecchie lire, pari a 36.380 euro attuali. "Oggi - spiega ancora Regoli - vale 750mila euro, 20 volte in più, con una rivalutazione record del +1.962%". Segno che il valore dei giacimenti di oro liquido lievitano di anno in anno. È l’effetto moltiplicatore citato nello studio. "Ha favorito - si legge - grazie al suo indotto gli insediamenti urbanistici nei borghi rurali circostanti arrivando ad interessare anche il capoluogo Siena e praticamente tutto il Sud della Toscana, dalla Val d’Orcia Patrimonio dell’Unesco, salendo e scendendo le pendici del Monte Amiata, ed arrivando fino in Maremma". Ma il lavoro di WineNews non è finito. "Il viaggio fra le storie dei protagonisti e le loro testimonianze orali - conclude Regoli - potrebbe costituire un lavoro a parte, un patrimonio per il futuro e per chi, fra cento anni, produrrà ancora Brunello".

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