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La Nazione - Siena

Castello Banfi e Louis Vuitton, un affare da copertina ... La famiglia Mariani disposta a vendere le quote di minoranza dei cugini che vorrebbero uscire. La holding del lusso punta a tutto... Ai dipendenti dell’azienda agricola Banfi, preoccupati del corteggiamento della holding del lusso Lvmh, i manager rispondono seraficamente che si tratterebbe di passare dagli americani ai francesi. Un tentativo ironico di scacciare timori esagerati e poco tempestivi. Anche se la trattativa tra la famiglia Mariani e i vertici della Louis Vuitton va avanti da tempo, i riflettori su quello che si annuncia un affare da copertina si sono accesi di recente, dopo le anticipazioni del sito Winenews. La holding Lvmh fa la corte a uno dei marchi simbolo del Brunello di Montalcino, l’azienda capace di portare il principe dei vini sui mercati americani, grazie alle capacità manageriali di John Mariani e al genio immaginifico di Ezio Rivella. Se il valore di un ettaro di vigneto a Montalcino è passato dal 1984 (l’anno dell’inagurazione della cantina Banfi, alla presenza dell’allora ambasciatore americano Maxwell Rabb) a oggi da pochi spiccioli a un milione di euro, il merito è soprattutto loro. Ed è per questo che la holding del lusso vorrebbe acquisire Castello Banfi, per il suo patrimonio iconico, assieme agli oltre mille ettari di vigneti, 850 dei quali a Montalcino, 173 vocati a Brunello. Gli eredi Mariani da mesi vorrebbero cedere le quote di minoranza di cugini che non sono più interessati alle sorti dell’azienda di famiglia. Quelle azioni sono in vendita, ma coprono una piccola parte del capitale della holding Banfi, che comprende il Castello, l’azienda agricola e altre attività fuori da Montalcino La strategia di Louis Vuitton non è certo quella di occupare un posto in consiglio d’amministrazione e accontentarsi di una partecipazione di minoranza. I francesi vorrebbero tutto, o almeno una quota di controllo, per aggiungere il marchio Banfi alla loro collana di gioielli, che comprende anche Moët & Chandon e Dom Pérignon. La novità è che la famiglia Mariani vorrebbe vedere le carte: aspetta l’offerta di Lvmh per scoprire quale valore i manager di Bernard Arnault danno alle quote di minoranza sul tavolo. E partire da lì per, eventualmente, ragionare sull’affare complessivo, su una trattativa da capogiro che potrebbe partire da cifre sui mezzo miliardo di euro. I 68 milioni di euro di fatturato, i poco più di 2 milioni di utile della Banfi, non sono i numeri cardine della trattativa. C’è il valore di un’icona che pesa. E in questi casi il prezzo sale. P.D.B.

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