Da “Salute, Benessere e Sport” a “Qualità, Innovazione e Tecnologia”, da “Economia, Management e Policy Making” a “Ecologia, Cambiamento Climatico e Biodiversità” e “Patrimonio Culturale, Tradizioni e Arte”: ecco le cinque aree strategiche di sviluppo per il futuro dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, indicate dal presidente e Rettore Nicola Perullo, avviando una nuova fase nella storia dell’Ateneo di Slow Food, nel segno della continuità con la visione di Carlo Petrini e della capacità di affrontare le profonde trasformazioni che interessano il sistema universitario internazionale. Perullo ha spiegato che il nuovo modello organizzativo mira a garantire una maggiore sostenibilità economica e una capacità di programmazione di lungo periodo, superando una logica fondata esclusivamente sulle entrate derivanti dalle rette universitarie. La strategia prevede la costruzione di un network di grandi partner istituzionali e industriali che condividano il progetto culturale e scientifico dell’Ateneo e partecipino alla sua crescita attraverso percorsi di coprogettazione e investimenti pluriennali. L’ambizione è quella di rendere l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo il più autorevole centro internazionale dedicato allo studio del cibo in una prospettiva olistica, rafforzando contemporaneamente la ricerca, la formazione, le infrastrutture e il posizionamento internazionale dell’Ateneo.
Il modello di Pollenzo, che ha ispirato numerose università nel mondo e contribuito alla diffusione delle Scienze Gastronomiche come disciplina accademica, rimane un punto di riferimento internazionale. Oggi, tuttavia, l’Ateneo è chiamato ad evolvere per rispondere ai cambiamenti demografici, economici e competitivi che stanno ridefinendo il panorama della formazione superiore. Il Rettore Nicola Perullo ha evidenziato che il futuro dell’Università passa attraverso la costruzione di una rete di alleanze strategiche con istituzioni accademiche, enti pubblici e partner privati, mantenendo intatta l’autonomia e l’indipendenza che hanno caratterizzato i primi 20 anni di vita dell’Università fondata da Carlo Petrini. In questa prospettiva si inseriscono le collaborazioni già avviate con il Politecnico di Torino, con l’Università di Maastricht, con l’Università “Foro Italico” di Roma e con numerose realtà nazionali e internazionali, che stanno dando vita a nuovi corsi di laurea, master, progetti di ricerca, centri interateneo e iniziative condivise. L’obiettivo è rafforzare il ruolo di Pollenzo come centro internazionale di ricerca e formazione sul cibo, valorizzando una comunità scientifica già oggi riconosciuta per l’approccio interdisciplinare, ma ancora poco conosciuta rispetto al proprio potenziale di ricerca. Secondo il Rettore, questa evoluzione rappresenta la naturale prosecuzione della visione originaria di Petrini: non un cambiamento di identità, ma una sua evoluzione, capace di preservarne i valori fondanti e di prepararne il futuro.
Per raggiungere questo traguardo, il Rettore ha presentato un modello di sviluppo fondato su cinque grandi aree strategiche, attorno alle quali costruire progettualità condivise e attrarre partner che ne sostengano la crescita nel lungo periodo. La prima area riguarda “Salute, Benessere e Sport”, con particolare attenzione ai temi della Planetary Health, della Food Medicine, del rapporto tra alimentazione, attività fisica, prevenzione, psicologia e disturbi alimentari. Un ambito che vede già importanti collaborazioni con il mondo sanitario e universitario e che sarà ulteriormente sviluppato. La seconda area è dedicata a “Qualità, Innovazione e Tecnologia”, valorizzando le competenze del Food Lab e del Sensory, Behavior and Cognition (Sbc) Lab, le attività di ricerca applicata e la crescente collaborazione con il Politecnico di Torino nei campi della tecnologia alimentare, dell’innovazione e della formazione avanzata. Il terzo pilastro è rappresentato da “Economia, Management e Policy Making”, settore nel quale l’Università intende consolidare il proprio ruolo attraverso il dialogo con il sistema produttivo, lo sviluppo del management del settore agroalimentare e il rafforzamento delle competenze nelle politiche del cibo. La quarta area strategica riguarda “Ecologia, Cambiamento Climatico e Biodiversità”, temi ormai centrali per il futuro dei sistemi alimentari e della ricerca internazionale. L’Università punta a rafforzare ulteriormente le proprie attività scientifiche in questi ambiti, valorizzando le competenze già presenti e ampliando le opportunità di ricerca. La quinta area è dedicata a “Patrimonio Culturale, Tradizioni e Arte”, che raccoglie gli studi sulla cultura del cibo, la storia dell’alimentazione, le tradizioni gastronomiche e le espressioni artistiche connesse al cibo, da sempre elementi distintivi dell’identità di Pollenzo. A queste si affianca una sesta dimensione trasversale, quella delle “Field Experience”, che comprende i viaggi didattici e tutte le attività esperienziali sul territorio, considerate una componente imprescindibile del modello formativo dell’Università.
I prossimi mesi saranno decisivi per consolidare le nuove partnership e trasformare le progettualità già avviate in un piano di sviluppo stabile, con l’obiettivo di garantire all’Università una crescita sostenibile e una sempre maggiore rilevanza scientifica e culturale a livello internazionale.
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