Nei primi mesi 2026, il Largo Consumo Confezionato (Lcc) ha mostrato un rallentamento della crescita sul 2025, con un trend in aumento a valore del +1,6% e un incremento dei volumi più contenuto, attorno al +0,6%. In questo scenario, il comparto continua, tuttavia, a svolgere un ruolo di “calmieratore” dei prezzi: i listini Lcc crescono dello +0,5% a fronte di un carrello della spesa Istat in aumento del +2,2%. Con il segmento alimentare che rimane il principale motore del Largo Consumo, mentre cura casa, cura persona e bevande evidenziano trend più deboli o in rallentamento. I freschi (sia a peso imposto che variabile) continuano a guidare la crescita, affiancati da un contributo positivo dei surgelati. È quanto afferma Circana nella nuova analisi previsiva sul Largo Consumo Confezionato in Italia, dove, il bimestre marzo-aprile 2026, ha segnato un temporaneo saldo a crescita zero per effetto combinato di fenomeni di “scorta” legati alle tensioni geopolitiche e di una Pasqua anticipata.
Sul fronte dei canali di distribuzione, i supermercati di dimensione inferiore ai 2.500 mq sostengono la crescita, mentre si osserva una battuta d’arresto dei discount, che vedono una lieve flessione della propria quota (-0,2 punti quota) sul Largo Consumo. La Marca del Distributore, dopo un 2025 robusto, nel 2026 rallenta il passo, pur continuando a svolgere un ruolo chiave nella difesa del potere d’acquisto, con una leggera crescita della quota assortimentale e un aumento della pressione promozionale, a fronte, però, di un calo di efficacia. La leva promozionale, infatti, è in ripartenza nei primi mesi 2026: cresce la pressione, lo sconto medio incrementa lievemente, ma oltre la metà delle categorie del Largo Consumo si colloca in una situazione di inefficienza promozionale, segnale che “fare più promozioni” non è di per sé sufficiente a sostenere i volumi.
L’obiettivo di Circana è quello di offrire agli operatori una bussola per leggere i primi mesi 2026 e valutare tre possibili scenari per la chiusura dell’anno in corso. In base ai dati raccolti e analizzati, infatti, Circana ha delineato - tramite la piattaforma Liquid Data e basandosi su ipotesi macro e di filiera definite al netto di ulteriori shock esogeni - tre possibili traiettorie per la seconda metà dell’anno: “Difesa dei margini”, “Salvaguardia dei volumi” e “Scenario inflattivo critico”. Nel primo, lo scenario ipotizzato vede gli operatori della filiera privilegiare la salvaguardia della redditività, accettando una maggiore pressione sui volumi. Con il risultato che i prezzi di vendita aumenterebbero del +3,2% e la pressione promozionale crescerebbe in modo moderato (+0,3%), con un utilizzo selettivo delle promo a sostegno del margine. A fine anno si configurerebbe, dunque, una contrazione dei volumi di -0,6%, a fronte di una crescita delle vendite a valore del +1,2%: un contesto in cui il Largo Consumo confermerebbe la propria resilienza in termini di fatturato, ma con un consumatore ancora sotto pressione sul piano reale.
Nel secondo scenario, “Salvaguardia dei volumi”, viene ipotizzato un orientamento più “offensivo” sul fronte dei volumi, con politiche commerciali mirate a sostenere la competitività di prezzo e la frequenza d’acquisto. Ciò porterebbe ad un incremento dei prezzi del +2,4% (quindi inferiore rispetto allo scenario “Difesa dei margini”), dove la promozionalità crescerebbe in misura più marcata (+1%), con un ricorso più intenso alle meccaniche per stimolare la domanda. Risultato previsto: una crescita dei volumi di +0,5% e un aumento delle vendite a valore di +2,0%. La salvaguardia dei volumi, secondo Circana, privilegia dunque la tenuta dei consumi e la difesa delle quote di mercato, a fronte di una gestione più flessibile dei margini di breve periodo.
Il terzo scenario, “Inflattivo critico”, è quello più estremo e anche più severo in termini di impatto sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Qui i prezzi dell’Lcc registrerebbero una forte crescita (+5,0%) e la promozionalità resterebbe sostanzialmente stabile rispetto ai livelli attuali, senza un incremento significativo della leva promo a compensazione della spinta inflattiva. In questo contesto, i volumi subirebbero, quindi, una flessione più marcata (-1,4%), mentre le vendite a valore continuerebbero a crescere del +2,5%, prevalentemente per effetto dell’aumento dei prezzi. Lo scenario “Inflattivo critico” delinea pertanto, dice Circana, una situazione in cui il Largo Consumo conserva una crescita nominale, che, però, pagherebbe il costo di un’ulteriore erosione della domanda reale, con possibili impatti sulla composizione del carrello, sul trading down e sulla polarizzazione dei comportamenti di acquisto.
Tre traiettorie delineate che, in ogni caso, trovano industria e distribuzione di fronte a un trivio: proteggere i margini, rilanciare i volumi o farsi trovare pronte di fronte ad un eventuale scenario inflattivo critico, lavorando su assortimenti, posizionamento di prezzo e promozionalità in una logica di medio periodo.
Nel 2025 il Largo Consumo Confezionato ha chiuso in crescita, con vendite a volume in aumento del +1,8% e un incremento a valore di +3,1%, trainato in buona parte dall’inflazione. Rispetto al periodo pre-pandemia, i volumi risultano superiori di oltre il 13%, mentre la spesa complessiva delle famiglie nel Largo Consumo è aumentata di circa 30 miliardi di euro: ciò conferma, secondo Circana, la centralità del comparto nel carrello degli italiani.
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