L’estate 2026 si apre all’insegna degli agriturismi e delle esperienze autentiche sul territorio, con un vero e proprio boom di attività come enoturismo, birraturismo, oleoturismo e percorsi legati alle eccellenze agroalimentari. A trainare questa tendenza è una rete capillare di oltre 26.000 strutture diffuse lungo tutta la Penisola, capaci di coniugare ospitalità e valorizzazione delle tradizioni locali. Secondo Campagna Amica e Terranostra, è proprio la ricerca di esperienze genuine a orientare i vacanzieri: non solo degustazioni e itinerari tematici, ma anche attività stagionali che consentono di partecipare direttamente ai momenti simbolo della produzione agricola. Un fenomeno che contribuisce a ridefinire l’estate, rendendola più consapevole, sostenibile e profondamente legata ai territori. In questo scenario si inserisce una svolta più ampia nelle abitudini di viaggio degli italiani, che sempre più scelgono mete vicine e nazionali. Complice il caro prezzi e un contesto internazionale incerto, milioni di vacanzieri stanno cambiando rotta e riscoprendo il Paese (con il trend del turismo dei prossimità già registrato da WineNews). Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè diffusa con le prime partenze stagionali, saranno sui 36 milioni gli italiani che nell’estate 2026 si concederanno almeno un giorno di ferie, privilegiando nettamente destinazioni entro i confini nazionali e segnando un ritorno deciso del turismo di prossimità.
Per quanto riguarda la durata dei soggiorni, la media si attesta intorno ai 10 giorni, ma con una distribuzione molto varia: il 28% degli italiani partirà per periodi compresi tra i 4 giorni e 1 settimana, il 25% sceglierà vacanze tra 1 e 2 settimane, mentre appena l’1% potrà permettersi pause superiori a un mese. Parallelamente, cresce anche il numero di coloro che optano per brevi soggiorni, della durata massima di 3 giorni.
Il mare si conferma la meta preferita, seguito da montagna, campagna e città d’arte.
Per quanto riguarda le sistemazioni, prevalgono alberghi e bed & breakfast, seguiti dalle seconde case e dall’ospitalità da amici e parenti.
Ad influenzare in modo determinante le scelte è, inoltre, il contesto globale: 7 milioni di italiani rinunciano quest’anno ai viaggi all’estero, decidendo di rimanere in Italia. La ragione principale è l’aumento dei costi, indicato nel 77% dei casi; a questo si aggiungono le preoccupazioni legate alle tensioni internazionali e ai conflitti, che incidono per il 18%, mentre un ulteriore 5% motiva la scelta con altre ragioni.
Ne emerge una nuova geografia delle vacanze, caratterizzata da modelli più sostenibili e radicati nel territorio, dove l’attenzione all’autenticità e alle tradizioni locali diventa centrale e contribuisce a ridisegnare l’intera stagione turistica estiva.
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