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INNOVAZIONE & FUTURO

La magia del sughero che diventa tappo: in Portogallo è iniziato l’antico rito della decortica

Secondo Amorim Cork Italia, leader del settore, il 2026 “sarà una stagione regolare, in linea con la media dell’ultimo decennio”
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Partito in Portogallo l’antico rito della decortica del sughero

Quando si parla di prodotto vino, la parte essenziale è, ovviamente, il contenuto e tutto quello che lo ha portato dalla vigna alla bottiglia, e quindi dalla scelte delle uve alla coltivazione del vigneto fino allo step dell’invecchiamento. Ma ci sono anche altri elementi che contribuiscono al successo del vino e uno di questi riguarda il tappo che, nonostante le proposte del mercato siano sempre maggiori, resta in prevalenza quello di sughero. E, anche in quei pochi centimetri di sughero, si “gioca” la vita di un vino imbottigliato, soprattutto se destinato ad un lungo invecchiamento. E se esiste la stagione delle uve, la vendemmia, c’è anche quella della raccolta del sughero con il suo rito antico e allo stesso tempo affascinante. È iniziata, infatti, in Portogallo la stagione della decortica, il momento in cui le querce vengono liberate dalla propria corteccia per dare origine a uno dei materiali naturali più straordinari al mondo. Un passaggio che “rappresenta molto più di una raccolta agricola: è l’inizio di un processo che unisce sapere artigianale, rispetto dell’ambiente e innovazione sostenibile”, spiega Amorim Cork Italia, azienda, con sede a Conegliano, leader del mercato del Paese e principale filiale del Gruppo Amorim, riferimento assoluto quando si parla di tappi in sughero.
La decortica 2026, avviata a metà maggio, accompagna il meticoloso lavoro nelle foreste portoghesi fino alla fine di luglio e, secondo le previsioni, sarà una stagione regolare, in linea con la media dell’ultimo decennio. Si tratta di un’attività che richiede esperienza, precisione e profonda conoscenza della pianta: infatti, la corteccia viene rimossa senza arrecare alcun danno all’albero, in un’operazione delicata tramandata di generazione in generazione. È proprio dopo la decortica che la quercia da sughero esprime al massimo il proprio valore ambientale, poiché attiva un naturale processo rigenerativo che può aumentare fino a 5 volte la sua capacità di assorbire anidride carbonica. Le sugherete rappresentano, così, uno degli ecosistemi più preziosi del bacino mediterraneo, fondamentali nella lotta contro i cambiamenti climatici e la desertificazione.
In questo contesto si inserisce anche il nuovo studio Lca (Life Cycle Assessment) sviluppato da Amorim, che conferma come il tappo in sughero sia l’unica chiusura per vino con un’impronta di carbonio negativa. Questo significa che, lungo il proprio ciclo di vita, il tappo in sughero è in grado di trattenere più Co₂ di quanta ne venga emessa per produrlo. Un risultato che, sottolinea Amorim Cork Italia, rafforza ulteriormente il ruolo del sughero come scelta concreta di sostenibilità per il mondo dell’enologia e oltre.
“Dietro ogni tappo in sughero c’è un patrimonio naturale unico e una filiera costruita sul rispetto della foresta - afferma Daniele Stangherlin, direttore commerciale Amorim Cork Italia - la decortica è uno dei momenti più emblematici di questo equilibrio: un gesto che arricchisce la pianta, perché ne stimola la capacità rigenerativa. È anche grazie a questo processo virtuoso che il sughero continua a rappresentare la soluzione più sostenibile e qualitativamente performante per la conservazione del vino”.
Il tempo è uno degli elementi chiave di questo ecosistema. Dalla piantumazione della quercia alla prima decortica trascorrono circa 25 anni, mentre ne sono necessari oltre 40 affinché l’albero produca sughero adatto alla realizzazione dei tappi. Una risorsa preziosa e rinnovabile che può continuare a essere raccolta ogni 9 anni per oltre due secoli. Parallelamente, Amorim prosegue il proprio impegno nella tutela e nello sviluppo delle foreste di querce da sughero. L’azienda conferma l’obiettivo di raggiungere la piantumazione complessiva di 1,5 milioni di nuovi alberi entro il 2030, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio ambientale unico. Continua, inoltre, il lavoro di ricerca sulle possibili applicazioni derivanti dal recupero delle ghiande, nell’ottica di valorizzare ulteriormente le risorse offerte dalla foresta mediterranea.
La decortica, quindi, non è soltanto una fase della lavorazione del sughero, ma un rito che si rinnova ogni anno, capace di trasformare un gesto antico in un alleato concreto per il futuro del pianeta.

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