02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
LO STUDIO

Le persone con quoziente intellettivo più elevato sono quelle che ne sanno di più sul vino

Uno studio “dimostra” che l’intelligenza è associata alla conoscenza del prodotto al di là dell’esperienza professionale
QI, STUDIO, vino, Mondo
Il quoziente intellettivo incide sul livello di competenza del vino

Che il vino non sia solo una bevanda o un bene di consumo, ma qualcosa di molto importante dal punto di vista culturale, è una verità, come più volte raccontato su WineNews da molte voci autorevoli. D’altronde il vino fa parte della storia di un territorio, è essenziale nella conservazione del paesaggio, è un presidio dei territori, genera lavoro, custodisce tradizioni. Ma la cultura emerge anche in un altro aspetto, quello del livello di competenza sul vino da parte delle persone: dallo studio “Bright People Know More About Wine” by Maximilian Krolo e Timothy C. Bates, pubblicato su “Intelligence & Cognitive Abilities”, emerge, infatti, che persone con un QI (quoziente intellettivo) più elevato tendono a saperne di più sul vino.
“Sono emersi due risultati principali - si legge nello studio - in primo luogo, l’intelligenza si è rivelata un predittore significativo della conoscenza del vino, anche dopo aver tenuto conto dell’esposizione professionale nel settore vinicolo e del consumo di vino. In secondo luogo, l’intelligenza ha interagito positivamente con l’esposizione professionale, in modo tale che gli individui con un QI più elevato e una maggiore esposizione professionale hanno mostrato punteggi sproporzionatamente alti nella conoscenza del vino”. Si tratta di risultati che “forniscono un supporto empirico all’ipotesi di Jensen (1998) secondo cui il fattore g (l’intelligenza generale, ndr) opera come motore primario per l’accumulo di conoscenza”.
Il vino è stato scelto come caso di studio. In totale ci sono stati 525 partecipanti (458 hanno dichiarato di non aver mai lavorato nel settore vinicolo), la conoscenza del vino è stata valutata utilizzando 68 domande a risposta multipla, tratte da materiali didattici pubblicamente disponibili e progettati per preparare i candidati all’esame Wset (Wine & Spirit Education Trust, ndr) di livello 2. Le capacità cognitive sono state valutate utilizzando tre sottoscale dell’International Cognitive Ability Resource (Icar), l’esperienza professionale è stata invece misurata tramite una scala di autovalutazione relativa al background nel settore vitivinicolo mentre il comportamento relativo al consumo di vino è stato valutato chiedendo ai partecipanti di identificare la loro principale preferenza di consumo.
“I risultati presentati - afferma la conclusione dello studio - offrono prove convincenti del fatto che l’intelligenza generale predice l’acquisizione di conoscenze specializzate e non influenzate da incentivi esterni. Dimostrando che il QI è associato alla conoscenza del vino anche dopo aver tenuto conto dell’esposizione professionale e che interagisce positivamente con l’esposizione al settore, questo studio rafforza la concettualizzazione dell’intelligenza come capacità di apprendimento generale”. E che il vino, a quanto pare, è una bevanda da persone intelligenti.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

TAG: QI, STUDIO, vino

Altri articoli