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IN FRANCIA

Borgogna, il caldo ha dato il via alla vendemmia 2026 da record: è la più precoce di sempre

Battuto il primato del 1556. Domaine Leflaive, nome tra i più prestigiosi, ha iniziato il 13 agosto. Dal 1988 sempre più frequenti i raccolti precoci
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Borgogna, Domaine Leflaive ha iniziato la vendemmia il 13 agosto (ph: Domaine Leflaive)

Nell’estate, datata 2026, si è sentito parlare spesso della parola “record”. Un termine legato certamente al grande caldo e alle sue conseguenze che, come più volte riportato da WineNews nei giorni scorsi, ha avuto ripercussioni sull’agricoltura. Anche la viticoltura ha dovuto fare i conti, quest’anno come non mai, con il clima torrido e siccitoso, con la conseguenza che i ritmi di lavoro e produttivi sono cambiati, “bruciando” le tappe. In Italia, infatti, i primi grappoli sono finiti in cantina già alla fine del mese di luglio e anche in Francia si è giocata la carta dell’anticipazione dei tempi, considerato che il caldo ha fatto maturare prima i grappoli, come è successo per la Champagne che ricorderà la vendemmia 2026 come quella segnata dal record di precocità. Ma così sarà anche per un altro terroir iconico francese, la Borgogna, terra di grandissimi vini e di un prestigio con pochi eguali nel mondo. Nei giorni scorsi, infatti, Domaine Leflaive, uno dei nomi più famosi e storici del territorio, e tra i punti di riferimento della Borgogna bianchista, ha iniziato la vendemmia, battendo, di fatto, uno storico record che durava da quasi mezzo millennio, quello del 1556, quando, il 15 agosto, si tenne la vendemmia (documentata) più precoce di sempre in Borgogna, fino ad oggi. Perchè Domaine Leflaive, in un post con tanto di video pubblicato su Instagram aveva annunciato, il 13 agosto, l’inizio della vendemmia: “oggi 13 agosto - aveva affermato Brice de La Morandière, alla guida di Domaine Leflaive - abbiamo iniziato la vedemmia a Montrachet. È sicuramente un anticipo estremo, ma le ripetute ondate di calore del 2026 ci hanno spinto a questa decisione. Le uve sono sanissime, il livello zuccherino è elevato ma l’acidità è molto buona, e questo ci dà un buon equilibrio. Aromaticamente ci sono esattamente le caratteristiche che cerchiamo, e quindi ci aspettiamo degli ottimi vini da Montrachet”. D’altronde le vendemmie eccezionali non sono più qualcosa di raro in Borgogna come ha dimostrato lo studio, condotto da Thomas Labbé, storico e docente, e pubblicato su Climate of the past che ha ripercorso le vendemmie a Beaune, zona produttiva rilevante della Côte-d’Or, dal 1354-2018. E da cui emerge che dal 1354 al 1987, la vendemmia è iniziata in media il 28 settembre, mentre, dal 1988 al 2018, con l’accelerata del riscaldamento climatico, le vendemmie sono iniziate 13 giorni prima. Tra le 33 vendemmie estremamente precoci (fino al 2018, considerato l’anno di svolta ndr), 21 si sono verificate tra il 1354 e il 1719, solo 4 tra il 1720 e il 1987 mentre ben 8 si sono verificate negli ultimi 30 anni: tre tra il 2000 e il 2010 e cinque tra il 2011 e il 2018.

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