In un momento storico in cui il vino ha bisogno di ritrovare consumatori, soprattutto quelli delle nuove generazioni, chissà che una mano, indiretta, possa arrivare dal cinema e, più precisamente, dagli Oscar 2026, la cui notte di premiazioni a Los Angeles ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati cinefili di tutto il mondo. Il “mattatore” è stato il film “Una battaglia dopo l’altra” che ha conquistato ben sei statuette (miglior film, miglior regista, miglior attore non protagonista a Sean Penn, miglior sceneggiatura non originale, miglior casting e miglior montaggio) del regista statunitense Paul Thomas Anderson e che vanta un cast di attori stellare tra cui big planetari come Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio del Toro. Ma anche il vino, da par suo, ha avuto il suo momento di gloria in una delle scene finali e più emozionanti del film, quando una bottiglia è apparsa sopra un tavolo e un calice viene stretto tra le mani da Leonardo DiCaprio. Ma di che vino si tratta? Niente a che vedere con il blasone francese protagonista al party del “Governor’s Ball” che ha animato il dopo premiazioni, ma, piuttosto, di un vino rosso “pop” (anche da un punto di vista comunicativo, dalla scelta grafica dell’etichetta fino al tappo a vite), di nicchia e con una storia recente. Un prodotto dal “dna” fresco e che sembra strizzare l’occhio ai più giovani. Si chiama “Los conejos malditos” ed è prodotto dalla cantina spagnola, di Toledo, Bodegas Más Que Vinos, nata nel 1999 e che punta molto sulla sostenibilità e il biologico.
“Los conejos malditos”, tornando all’aspetto “pop”, si può acquistare a meno di 10 euro (9,5 euro nel sito dell’azienda) e il suo nome, così come i disegni in etichetta, è curioso, ma ha un motivo ben preciso. Come spiega la cantina spagnola, con un pizzico di ironia, per questo vino “utilizziamo uve provenienti dai nostri vigneti più colpiti dagli attacchi dei conigli, che apprezzano talmente la qualità delle uve e sono così rapidi da lasciarci con rese molto basse”. Prodotto da vigneti biologici (750 metri di altitudine), varietà Tempranillo, nessun affinamento in botte di rovere e non filtrato, punta sulla freschezza al palato per conquistare i wine lovers.
I proprietari della cantina hanno scoperto dai loro importatori americani che “Los conejos malditos” era finito in un film così importante e quando hanno visto DiCaprio bere il loro prodotto sono ovviamente rimasti sorpresi. Margarida Madrigal de la Bodegas Más Que Vinos, riferendosi in un’intervista ad Rtve all’attore, ha detto che “sono convinta che gli sia piaciuto alla fine del film, quando si rilassa, si beve un bicchiere di vino e dice: “beh, fresco, fruttato, rilassante …”. Un vino nato nel 2018 e che, con idee, marketing e visione, ha trasformato un problema (i conigli che ne riducevano la produzione “mangiando” le vigne come è disegnato in etichetta) in opportunità. E che adesso si gode un successo da Oscar.
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