“Un nuovo “Temporary Framework”, come quello introdotto dalla Commissione Europea per sostenere l’economia nella pandemia Covid-19” che “permetterebbe al sistema delle imprese di tirare una boccata d’ossigeno garantendo l’autonomia strategica degli approvvigionamenti. Sì, dunque, ad aiuti di Stato più flessibili per le aziende in difficoltà, come proposto dalla commissaria Ursula von der Leyen, ma legati al congelamento del Patto di Stabilità”. Sono gli interventi per il settore primario che il presidente Confagricoltura Massimiliano Giansanti chiede all’Unione Europea, dopo un mese di conflitto in Medio Oriente.
L’impatto della guerra in Iran sui mercati è pesante, sottolinea Giansanti: “il Brent supera i 100 dollari al barile e il gas naturale europeo, scambiato sul mercato di riferimento Dutch Ttf, quota oltre 62 euro a Megawatt/ora, con ulteriori possibili rialzi”. Il presidente Confagricoltura si dice preoccupato per i “nuovi timori di pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi”. Nell’immediato, per l’agricoltura, ciò significa rincari per il gasolio agricolo, il riscaldamento delle serre, per chimica e fertilizzanti, con ripercussioni evidenti sulle spese di gestione delle imprese. Sul fronte dei carburanti, il gasolio agricolo è passato da circa 80 centesimi a oltre 1,50 euro al litro in pochi giorni, con conseguenze pesanti per alcuni comparti, come l’ortofrutticolo e il cerealicolo”. Il blocco dello Stretto di Hormuz sta avendo effetti anche sul mercato dei fertilizzanti. “Da un nostro monitoraggio sui territori, dall’inizio del conflitto in Iran, in alcune zone, il costo dell’urea è passato da 55 euro al quintale a 75 euro. Si stanno verificando anche casi di indisponibilità di prodotto. Il rischio è che la stagione estiva venga compromessa”, spiega Giansanti. Il presidente Confagricoltura cita le recenti stime previsionali di Eurostat: “per il 2025, i costi sostenuti dalle aziende agricole per energia e fertilizzanti si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro. Il nostro Centro Studi ipotizza rincari del 30-40%. Parliamo di un incremento dei costi di produzione fino a circa 2 miliardi di euro. Tale aggravio si aggiunge all’esplosione dei costi già causata dalla guerra russo-ucraina nel 2022 e ad oggi mai rientrata”.
Dallo Stretto che fa da confine tra Iran e gli altri Paesi del Medio Oriente passa anche la maggior parte delle produzioni agricole destinate all’Asia. “La chiusura sta provocando il fermo delle consegne delle merci. Ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per le mele. Sono già arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane. Problemi seri anche per il comparto della IV gamma. Gli ordini verso gli Emirati Arabi Uniti sono stati annullati”, ricorda Giandanti.
Le dinamiche speculative sono già partite. “Sul settore energetico e in quello dei fertilizzanti sono già visibili e stanno provocando una generale fiammata dei prezzi. Apprezziamo gli interventi messi finora in atto dal Governo - prosegue il presidente Confagricoltura - ma dopo due guerre in corso e una commerciale in atto credo ci siano tutti gli elementi per pensare ad un intervento straordinario comunitario, nella sua interezza”.
Importante, oggi, è tutelare il lavoro fatto dal settore primario sul fronte della produzione di energia green. “L’agricoltura ha avuto un impatto enorme nello sviluppo delle energie rinnovabili, che si sono rivelate fondamentali nella diversificazione degli approvvigionamenti e che in questo momento avrebbero offerto al nostro Paese maggiori garanzie di autosufficienza. Noi continuiamo a perseguire con forza un modello di azienda agricola che integra produzione di beni alimentari con quella di energia e, anche per questo, stiamo lavorando per migliorare il Decreto Bollette”, sottolinea Giansanti.
Ultimo tema, quello delle nuove tariffe statunitensi sull’export Ue ed i nuovi accordi commerciali. “L’effetto dazi si sta facendo sentire, in termini di quantità, sul nostro export, soprattutto. I temi della reciprocità degli standard e il riposizionamento strategico per difendere il mercato domestico sono fondamentali - conclude il presidente Confagricoltura - con il Mercosur si sta andando avanti facendo pagare agli agricoltori il costo dell’operazione, e presto succederà la stessa cosa con l’accordo di libero scambio Ue-Australia che rischia di concedere agevolazioni sproporzionate per l’accesso al nostro mercato di prodotti sensibili, tra cui carne bovina, ovina e zucchero. Ma l’intesa raggiunta con l’India dimostra che si possono fare accordi più equilibrati, garantendo all’agricoltura i benefici di cui godono altri settori dell’economia”.
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