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VINO & ARTE

Nasce sull’Etna un percorso diffuso in cui le opere d’arte dialogano con vigneti e pietra lavica

A Giarre (Catania) Tenute Ballasanti inaugura il suo Parco Artistico Permanente, con opere di Marras, Losi, Fullone, Lupi e Pugno

Un nuovo progetto culturale permanente che, grazie al vino - che sempre più cantine uniscono all’arte ed all’architettura contemporanea - trasforma il paesaggio in uno spazio espositivo diffuso, in cui le opere dialogano con i vigneti, la pietra lavica e la forza del vulcano: sull’Etna, a Giarre (Catania), Tenute Ballasanti inaugura il suo Parco Artistico Permanente “Della Terra e dell’Arte”, con installazioni site-specific realizzate da cinque artisti di rilievo internazionale - Antonio Marras, Claudia Losi, Cesare Fullone, Alessandro Lupi e Laura Pugno - chiamati a confrontarsi con il territorio etneo e a creare opere che non si impongono sul paesaggio, ma ne diventano parte integrante.
Il progetto nasce da un’idea di Gaia Morgana Gualandris, che ne ha fatto oggetto di tesi. I genitori - Manuela Seminara e Fabio Gualandris, che guidano la cantina - le hanno affidato la direzione artistica, insieme alla storica dell’arte Francesca Alfano Miglietti. Il parco rappresenta una nuova tappa nel percorso di Tenute Ballasanti - 19 ettari, di cui 7,5 vitati e 5 in produzione, distribuiti in tre vigneti con uve Carricante e Nerello Mascalese - che affianca alla produzione vitivinicola una visione culturale fondata sul rapporto tra uomo, paesaggio e bellezza. Pietra lavica, ceramica, luce, metalli e materiali naturali danno vita a un percorso in continua evoluzione, destinato a trasformarsi insieme alla natura che lo circonda. Ballasanti ha lanciato il primo evento nel 2026 e continuerà ogni anno a ripetere le due giornate di Simposio, aprendo l’esperienza a nuove forme culturali e alla creazione di una rete di individui legati dal piacere di condividere armonia, bellezza e cultura.
Gli artisti scelti in questa prima fase sono cinque: lo stilista sardo Antonio Marras è una delle figure più eclettiche del panorama creativo contemporaneo italiano, capace di muoversi tra moda, arte, teatro, design e cinema. La sua pratica interdisciplinare, che intreccia linguaggi e media differenti, lo ha reso una delle personalità più riconoscibili nel dialogo tra moda e arte contemporanea. Per Tenute Ballasanti ha realizzato “Anbbrazzame”, 9 pezzi in ceramica. Claudia Losi intreccia, nel suo lavoro, saperi scientifici e umanistici, attivando narrazioni che mettono in relazione dimensione ecologica, immaginario collettivo e pratiche del corpo. Ha presentato le sue opere in contesti istituzionali e indipendenti, in Italia e all’estero. Per Tenute Ballasanti l’artista ha realizzato “Inframondi” 2025, 7 sculture in argilla refrattaria chamotte e biglie di vetro.
Cesare Fullone, attraverso pittura, scultura, installazioni e fotografia, è autore di una modalità poetica ed etica di vedere e creare mondi. Molte le sue partecipazioni a mostre collettive, tra cui Biennale di Venezia, Mart di Trento e Rovereto, PAC - Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, Pitti Immagine a Firenze. Per Tenute Ballasanti ha realizzato “La Serie di Dio”, 5 pezzi in pietra lavica, ceramica e oro.
La ricerca artistica di Alessandro Lupi si concentra sulla sperimentazione con la materia, la luce e l’ombra. Ogni opera indaga i meccanismi della percezione attraverso un dialogo costante con lo spazio. I suoi oggetti, sculture e installazioni di grande scala, attivano l'immaginazione e l'interazione dello spettatore. Per Tenute Ballasanti ha realizzato “Surgiri”, in corten, cemento, supermirror inox, pigmenti fluorescenti, luce UV, sensori, led.
Le opere di Laura Pugno sono un invito ad entrare nel paesaggio, approfondendo l’analisi dei confini sempre più labili tra umano e non umano. La sua pratica artistica è orientata al processo e comporta un impegno diretto con la natura e i suoi elementi; lavora con diversi media e materiali, tra cui disegno, fotografia, scultura e video. Per Tenute Ballasanti ha realizzato “Terre delle Origini” 2023, cin eramica e pietra lavica.
“Il nostro desiderio - spiegano Fabio Gualandris e Manuela Seminara - era creare un luogo in cui il vino fosse soltanto uno dei linguaggi con cui raccontare questo territorio. Il Parco Artistico nasce dalla convinzione che la bellezza possa diventare uno strumento di conoscenza, capace di far vivere il paesaggio in modo nuovo e di generare valore per l’Etna e per chi lo visita”.
“Un Parco d’arte contemporanea è un organismo vivente, dove le opere cambiano insieme alla luce, alle stagioni, al vento e allo sguardo di chi le attraversa - dice Francesca Alfano Miglietti - a Ballasanti gli artisti hanno scelto di entrare in relazione con l’Etna, lasciando che fosse il luogo stesso a suggerire forma, materia e significato”.  “Questo progetto nasce dalla convinzione che la bellezza possa generare valore - aggiunge Gaia Gualandris - non volevamo semplicemente collocare delle opere in un vigneto, ma creare un dialogo autentico tra artisti e paesaggio. Il Parco continuerà a crescere nel tempo, proprio come cresce una vigna: stagione dopo stagione, incontro dopo incontro”.

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